Omicidio Politkovskaia, il figlio: "Troveremo il mandante. Ma non è Berezovski"

MOSCA, 6 OTT – A cinque anni dall'uccisione della giornalista Anna Politkovskaia, il figlio Ilya è ancora fiducioso sulla possibilità di arrivare al mandante dell'omicidio della madre. ''Nelle indagini vedo un certo progresso, anche se con grande ritardo. Avrei voluto che gli ultimi sviluppi ci fossero stati alcuni anni fa'', spiega in una intervista all'ANSA.

''Sì, spero che si trovi il mandante, credo che ad un certo punto verrà identificato'', dice. ''Ora si stanno facendo passi importanti nell'inchiesta. E' stato individuato come organizzatore del delitto lo zio del presunto sicario: Lom-Ali Gaitukaiev, che era stato sentito come teste nei processi precedenti. E' una figura importante, che può indicare il mandante o almeno il mediatore. Ora tutto dipende dagli investigatori'', sottolinea, lasciando sospeso nell'aria il timore che possano esserci pressioni o tentativi di vario genere per insabbiare la verità.

Come ad esempio l'ipotesi che il mandante dell'uccisione sia l'oligarca in esilio a Londra Boris Berezovski, una delle bestie nere del Cremlino. Ipotesi evocata nei giorni scorsi da indiscrezioni di stampa dopo l'interrogatorio dell'ex tenente colonnello Dmitri Pavliucenkov, arrestato ad agosto come uno degli organizzatori del delitto.

''Dubito che Pavliucenko abbia fatto il nome di Berezovski come mandante, può darsi che lo abbia menzionato tra altri presunti mandanti. Ma forse c'è il tentativo da parte di qualcuno di usare il nome di Berezovski in questa vicenda''.

Dopo l'omicidio della madre, l'allora presidente Putin disse che la sua influenza sulla vita politica russa era irrilevante, suscitando un vespaio di polemiche.

Anche ieri Dmitri Muratovv, il direttore di Novaia Gazeta, dove lavorava Anna, ha sollecitato un gesto riparatorio del premier osservando che ''se salvare delle vite umane è insignificante, allora la vita umana non vale nulla in questo Paese''.

Ma llya non pretende né si aspetta delle scuse: ''Putin non dovrebbe scusarsi perche' allora la pensava così, non era al corrente di molte cose''.

Ora Putin si prepara a tornare al Cremlino, dove si trovava quando fu ammazzata la giornalista, che lo criticava aspamente chiamandolo ''piccolo uomo grigio''. ''Mia madre sarebbe stata molto scontenta di questa ricandidatura'', commenta Ilya.

Stasera ricorderà la madre insieme agli altri famigliari e agli amici più intimi: ''Guarderemo il documentario di Marina Goldovskaya, ex insegnante di giornalismo di mia madre e poi sua cara amica. Si intitola 'Il gusto amaro della libertà'' e rimette insieme tante immagini di nostra madre nella sua quotidiana e disarmante semplicità. E' il modo migliore per non dimenticarla''.

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Maria Elena Perrero