Onu, Ragaglini: "Cooperazione sia affrontata in modo globale"

NEW YORK, 7 DIC – "Il finanziamento dei Paesi del terzo mondo deve essere considerato in maniera globale, tenendo in considerazione l'intera gamma di fonti disponibili, che siano pubbliche o private, tradizionali o innovative": cosi' si e' espresso l'ambasciatore Cesare Maria Ragaglini, rappresentante permanente dell'Italia all'Onu, durante una riunione dell' Assemblea Generale sul finanziamento per lo sviluppo.

"Allo stesso tempo – ha spiegato ancora Ragaglini – dobbiamo affrontare i fattori strutturali che possono influenzare la crescita e prestare attenzione a temi imprescindibili quali i diritti umani, la sostenibilita' ambientale e lo stato di diritto". Per il diplomatico, la vera sfida e' far si' che queste componenti interagiscano in maniera armonizzata e integrata per moltiplicare i benefici.

Per quanto concerne l'Italia, Ragaglini ha osservato che nonostante la situazione particolarmente difficile che il nostro Paese sta attraversando dal punto di vista economico e finanziario, "siamo determinati, non appena le condizioni lo permetteranno, a tornare al livello di cooperazione allo sviluppo originariamente pianificato".

Il nostro Paese, ha spiegato l'ambasciatore dalla tribuna dell'Assemblea Generale, rimane tutt'ora impegnato su vari fronti, basando la propria strategia internazionale sul principio di efficacia degli aiuti e dedicando particolare attenzione alle Nazioni piu' vulnerabili.

"Sulla questione del debito estero per esempio – ha detto ancora l'ambasciatore rifacendosi a una recente relazione della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale – negli ultimi dieci anni abbiamo concluso 57 accordi bilaterali con i Paesi poveri, arrivando alla cancellazione del debito per un totale di 3,9 miliardi di dollari".

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Emiliano Condò