ISLAMABAD, 2 GIU – Intensi scontri sono in corso da due giorni nel Pakistan nord-occidentali dove un gruppo di circa 500 talebani e' entrato dall'Afghanistan per attaccare con armi pesanti e leggere posti di controllo delle forze di sicurezza nel distretto di Upper Dir della provincia di Khyber Pakhtunkhwa. Responsabili governativi hanno indicato oggi all'ANSA che le vittime sono nel complesso 54, fra cui 28 soldati ed agenti di polizia e sei civili, anche bambini. Ma altre fonti non ufficiali e che hanno chiesto di non essere identificate hanno assicurato che gli uomini della sicurezza deceduti sono almeno 35 e gli insorti uccisi nella controffensiva, 40. I combattimenti piu' intensi, si e' inoltre appreso, sono in corso attorno alla citta' di Shaltalo che si trova a 75 chilometri da Dir City, ma a solo sette dal confine con la provincia afghana di Kunar. Qui sono intervenuti a dare man forte alla polizia, che si e' trovata a lungo in evidente inferiorita' numerica, anche reparti delle Guardie di frontiera e dell'esercito,con l'appoggio di elicotteri. Vista la durezza della battaglia, le autorita' distrettuali hanno imposto il coprifuoco obbligando la popolazione a restare in casa. Da parte sua il vice ispettore generale della polizia, Qazi Jamilur Rehman, ha detto di ''non poter confermare'' le notizie secondo cui ''alcuni talebani venuti da oltre frontiera vestivano uniformi della Nato''. A fine giornata la polizia ha indicato che circa il 50% della zona interessata dagli scontri e' stata pacificata, mentre ''e' caccia aperta agli insorti''. Non e' la prima volta che militanti provenienti dal'Afghanistan attaccano posti di controllo in Upper Dir. Lo avevano gia' fatto il 22 aprile scorso contro una postazione delle forze di sicurezza ed uccidendo 20 paramilitari. Gli analisti sostengono che i protagonisti di questa nuova offensiva sono talebani che avevano abbandonato la Valle dello Swat in occasione di una offensiva dell'esercito pachistano e si erano rifugiati oltre frontiera in Kunar ed in Nuristan, accolti a braccia aperte dagli insorti afghani e dagli uomini di Al Qaida che operano in quelle esplosive province orientali. Anche un comandante del livello del Maulana Fazlullah, che era capo dei talebani nella Malakand Division pachistana, fu costretto tatticamente a trovare rifugio in Kunar, accolto da Qari Zaiur Rehman, uomo di collegamento fra talebani e Al Qaida in quella provincia. Per molti mesi questo folto gruppo di insorti rifugiatosi in Afghanistan ha lavorato per ricostituire una organizzazione, processo che apparentemente e' terminato, viste le due offensive scatenate a poco piu' di un mese l'una dall'altra. Rahimullah Yousafzai, giornalista pachistano esperto di questioni afghane, ha confermato all'ANSA che ''prevalentemente si tratta di talebani pachistani nascostisi in Afghanistan dopo aver dovuto abbandonare le loro posizioni in Swat, che ora cercano vendetta per le perdite sofferte''. ''La questione e' delicata anche per i risvolti internazionali connessi – ha concluso – perche' ora le autorita' di Islamabad criticano l'Afghanistan ed altri 'manovratori occulti' per il sostegno fornito a questi talebani aizzati contro il Pakistan''.