LAHORE (PAKISTAN), 20 DIC – Asia Bibi, la donna pachistana cristiana condannata a morte per blasfemia, rischia la malattia mentale. Tuttavia, nei rari momenti di lucidita', Asia sostiene di aver ''perdonato i suoi aguzzini''. E' quanto afferma all'Agenzia Fides Haroon Barkat Masih, Direttore internazionale della Masihi Fundation (Mf), ong che tutela i diritti dei cristiani in Pakistan e che si occupa dell'assistenza legale e materiale della donna.
''Urge per lei un check-up medico completo'', e' l'appello della delegazione internazionale di Mf che ieri ha incontrato Asia per poco piu' di due minuti nel carcere distrettuale di Sheikpura, dove si trova da oltre un anno, in isolamento, mentre il processo di appello e' ancora pendente presso l'Alta Corte di Lahore. ''Ho perso il senso del tempo. Non ho l'idea di un'ora, un mese, una stagione. L'unico giorno che ricordo e' il 9 giugno 2010, il giorno piu' buio della mia vita, quando sono stata arrestata. E' l'inizio di un incubo per me e la mia famiglia'', ha detto la donna ai suoi interlocutori, aggiungendo che ''grazie alla fede cristiana, ho perdonato chi mi ha accusato di blasfemia. Questo e' un capitolo della mia vita che voglio dimenticare''. Asia Bibi, 46 anni, e' apparsa alla delegazione di Mf molto confusa, nervosa e in cattive condizioni psichiche e igienico-sanitarie.
Il governo pachistano e' stato informato dall'ong delle condizioni di Asia Bibi: il ministero federale per l'Armonia, a quanto appreso da Fides, si sta mobilitando per rispondere all'appello di Mf al fine di provvedere immediatamente alle visite mediche per la donna.