
PAKISTAN, ISLAMABAD – La filiale di Al Qaeda nel Subcontinente indiano (Aqis) ha ammesso domenica di aver subito un duro colpo con la perdita di 50 uomini, fra cui due suoi dirigenti chiave, ad opera dell’azione congiunta delle forze di sicurezza pachistane e, soprattutto, dei micidiali droni Predator usati dalla Cia.
Si tratta della più grave debacle del movimento da quando nel settembre scorso la sua nascita fu annunciata dal leader di Al Qaeda, Ayan al-Zawahri, con l’obiettivo di replicare la diffusione in vari Paesi dell’Asia meridionale dello Stato islamico.
In un comunicato audio di 43 minuti inviato ai media di Islamabad il portavoce del gruppo, Osama Mahmood, ha indicato che i due comandanti uccisi sono il vice capo dell’Aqis, Ustad Ahmad Farooq (dal vero nome di Raja Muhammad Salman), ed il responsabile del movimento per l’Afghanistan, Qari Imran (per l’anagrafe Qari Obaidullah).
Entrambi, ha detto Mahmood, sono stati uccisi durante raid di velivoli senza pilota americani, a dieci giorni di distanza l’uno dall’altro, nel Waziristan settentrionale, territorio tribale pachistano al confine con l’Afghanistan.
La morte di Qari Imran è avvenuta il 5 aprile quando un missile lo ha colpito, insieme a sei suoi compagni, nell’area di Lawara. Ustad Ahmad Farooq è invece deceduto dieci giorni più tardi, il 15, anche lui centrato da un missile nell’area di Shawal dello stesso territorio. Il portavoce del movimento ha poi dichiarato che fin dall’inizio dell’operazione ‘Zarb Azb’ da parte delle forze di sicurezza pachistane nel Waziristan settentrionale, di undici raid realizzati con droni Usa, “dieci hanno riguardato esclusivamente militanti di Al Qaeda nel Subcontinente indiano”.
“E c’è da segnalare che oltre ai droni – ha detto – gli Usa hanno impiegato anche i caccia per attaccare le nostre basi”. Ufficialmente, l’ufficio stampa dell’esercito pachistano (Ispr) ha sempre sostenuto che le operazioni nei territori tribali erano soprattutto contro i talebani pachistani del Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP), senza mai citare esplicitamente l’Aqis.
Osama Mahmood ha concluso la sua comunicazione rivolgendosi minacciosamente ai vertici politici e militari pachistani, sostenendo che “queste vittime saranno vendicate”. “Vi stiamo cercando – ha sottolineato – e siete tutti nel nostro mirino”.
I droni americani sono attivi in Pakistan dal 2004 ed hanno compiuto secondo fonti ufficiose almeno 400 azioni, causando molte centinaia di vittime, per lo più militanti ma anche civili. Questi blitz sono stati ripetutamente condannati dal governo del Pakistan che, formalmente, li definisce violazioni della sua sovranità territoriale.
