Pakistan: “Volevamo rispondere all’attacco Nato con i nostri aerei”

ISLAMABAD – Al momento del raid aereo della Nato in cui sabato sono morti 25 nostri soldati ”volevamo rispondere attivando l’aviazione militare ma non e’ stato possibile per problemi di comunicazione sul terreno”: lo ha rivelato il comandante dell’esercito del Pakistan, generale Ashfaq Parvez Kayani.

In un comunicato diffuso oggi dell’ufficio stampa militare (ISPR) a Rawalpindi si lascia intendere che il 26 novembre un grave incidente militare fra Nato e Pakistan e’ stato evitato di giustezza. Secondo Kayani, infatti, ”certamente la nostra risposta avrebbe potuto essere piu’ efficace se la Forza aerea pachistana (Paf) fosse intervenuta”.

”Ma questo – ha aggiunto l’alto ufficiale – non e’ stato per colpa della Paf. La tempestiva decisione non e’ stata presa a causa di una interruzione delle comunicazioni con le postazioni attaccate (che sono state distrutte nell’attacco, ndr) e, quindi, per la mancanza di chiarezza sulla situazione, a vari livelli, compresi i quartieri generali delle Guardie di frontiera e quello delle forze armate”.

L’incidente ha determinato fra l’altro la decisione da parte del Pakistan di non partecipare alla Conferenza internazionale di Bonn sull’Afghanistan del 5 dicembre. In merito alle numerose pressioni ricevute a questo riguardo dal governo pachistano, il ministro degli Esteri Hina Rabbani Khar ha risposto oggi che ”un mutamento di questa decisione e’ molto improbabile”.

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