India. Bosusco è libero dai maoisti: “Tornerò presto in Italia”

Paolo Bosusco in India (LaPresse)

BHUBANESWAR – “Sono finalmente libero, sto bene. Ho fatto una vacanza pagata, sono forte e me la sono cavata”: queste le prime parole di Paolo Bosusco, ai microfoni del Tg1, dopo la sua liberazione. Bosusco si è poi scusato per la battuta, sottolineando che “Non è stata una vacanza”. “Torno presto in Italia”, ha detto Bosusco al padre Azelio, che vive a Torino, in una telefonata. “Sono molto emozionato – ha aggiunto Azelio Bosusco – e ora molto più tranquillo”.  Bosusco è stato liberato dai suoi rapitori ed può tornare a casa. Lo ha annunciato l’emittente indiana Ndtv. Bosusco era stato sequestrato il 14 marzo nella foresta di Soroda mentre accompagnava in un trekking, insieme a due aiutanti indiani, il turista Claudio Colangelo, rilasciato poi il 25 marzo senza contropartite. Un giornalista del canale Ndtv ha spiegato di aver contattato colleghi nella foresta al confine fra i distretti di Kandhamal e Ganjam che gli hanno detto di essere con l’ex ostaggio italiano.

Il ministero degli Esteri italiano ha verificato la notizia della liberazione di Paolo Bosusco, liberazione confermata dall’ambasciatore d’Italia in India, Giacomo Sanfelice. Dopo la sua liberazione, Paolo Bosusco si è messo in viaggio verso Bhubaneswar, capitale dello Stato indiano di Orissa. Il ministro degli Esteri indiano S.M. Krishna si è congratulato con il primo ministro dell’Orissa, Naveen Patnaik per il rilascio di Bosusco. Lo ha riferito la tv Cnn-Ibn. Il capo delle diplomazia indiana si è detto soddisfatto che l’italiano sia stato liberato sano e salvo e ha sottolineato che si tratta di un esito positivo anche per l’immagine del Paese come destinazione turistica. Nelle mani di un’altra fazione dei maoisti in Orissa, rimane il parlamentare locale Jhina Hikaka.

“Sì, – ha precisato Sanfelice – fonti del governo dell’Orissa mi hanno confermato che il nostro connazionale è libero”. In questi giorni l’ambasciatore italiano ha fatto la spola fra il Kerala, dove ha trascorso la Pasqua con i marò, e l’Orissa, per seguire da vicino gli sviluppi del rapimento di Bosusco. Il rilascio dell’operatore turistico piemontese residente per parte dell’anno a Puri, è stata prima annunciata dai media e quindi confermata da polizia e governo locali. Interrogato sull’ipotesi che Bosusco potesse dirigersi verso Puri, città dove gestisce una piccola agenzia turistica, il vice sovrintendente di polizia di quella città, P.K. MIshra, ha risposto: “Prima dovrà recarsi a Bhubaneswar, poi eventualmente tornerà qui a Puri”.

“Si sta concludendo una vicenda rischiosa e molto complessa che in queste settimane ci ha visto impegnati a tutti i livelli e senza sosta, con l’obiettivo che in questi casi resta sempre quello di garantire anzitutto l’incolumità dei nostri connazionali”. Così il ministro degli esteri Giulio Terzi ha commentato la liberazione di Bosusco. “Ora – ha proseguito Terzi – il nostro lavoro continua con la stessa determinazione per assicurare la liberazione di coloro che sono ancora ostaggio di rapitori in altri paesi” . Ed ha aggiunto: “Ai loro familiari, e ai congiunti di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, va il nostro pensiero. Condividiamo l’angoscia che stanno vivendo in queste ore. La Farnesina è al loro fianco e prosegue la sua azione per la soluzione positiva di tutti i casi ancora aperti”.

Subhasree Das, moglie del leader maoista Sabyasachi Panda che ha sequestrato Paolo Bosusco il 14 marzo, ritiene che “sia sbagliato prendere in ostaggio persone per raggiungere determinati obiettivi”. Pur avendo definito il marito “mio amico, filosofo e guida” la donna ha detto ai media riguardo all’ostaggio italiano: “è stato un errore. Gli stranieri sono nostri ospiti… Non si possono fare simili pressioni sul governo per costringerlo ad accettare le richieste”.

“Saluto tutti quelli che mi vogliono bene, la mia famiglia, mio padre, mia sorella, cugine, zie parenti e tutti i miei amici sparsi in Italia e nel mondo. Non preoccupatevi, sapete che sono forte. Tutto è finito, va tutto bene, non c’è nessun problema”, ha proseguito Bosusco ai microfoni del Tg1. “Non ho alcun risentimento nei confronti dei miei rapitori”: così Paolo Bosusco, visibilmente dimagrito, dopo quasi un mese nella foresta, all’arrivo a Bhubaneswar. L’ex ostaggio è giunto circa quaranta minuti fa alla Guest House della città, il luogo dove in questi giorni si sono incontrati i mediatori, ed è a colloquio con l’ambasciatore e il console italiani.

Paolo Bosusco, al termine del colloquio con le autorità, si è affacciato dal balcone della Guest House di Bhubaneswar dove si trova, per salutare il centinaio di giornalisti presenti. L’italiano è apparso sorridente sereno, e a chi gli faceva notare “oramai sei diventato famoso”, ha risposto “sì, ma non avrei voluto esserlo”. Visibilmente dimagrito dopo quasi un mese di sequestro, Paolo Bosusco ironizza ai microfoni del Tg1: “Sono stati 28 giorni di vacanza pagata. Purtroppo il cibo era quello che era, i maoisti hanno cercato di darmi il meglio che potevano, però viste le condizioni nella giungla più di tanto non potevano mangiare. Oltretutto ho avuto due volte la malaria”.

Una frase, quella sulla vacanza, che poi Bosusco ha ritrattato: “Mi scuso per la battutaccia che forse non dovevo fare. Non è stata affatto una vacanza, ho sbagliato a usare quelle parole. Non era assolutamente il momento di scherzare, ma io con il mio carattere ho forse sofferto meno di altre persone, ma ho sofferto fisicamente, infatti ho perso 10 chili”. Questo il commento a Sky TG24  di Paolo Bosusco, l’italiano liberato in India dopo quasi un mese nelle mani dei maoisti.  “Il mio primo pensiero, una volta libero, non è quello che la stampa e i giornali, ma quello che pensa mio padre, la mia famiglia e i miei amici. Scherzo, parlo e rido per rassicurare tutti quelli che mi conoscono. Per il resto è stata dura, sono stati 28 giorni in cui non si sapeva come sarebbe andata a finire”.

E’ stata ”dura”, ma il bilancio che Paolo Bosusco fa con l’ANSA del suo mese di prigionia nella foresta indiana in mano ai maoisti e’ tutto sommato ”positivo”. Appena riconquistata la libertà, Bosusco ha avuto parole di comprensione verso i suoi sequestratori, i maoisti: ”Queste persone – ha detto – sono considerate delle bestie, dei criminali sanguinari. Invece, hanno dimostrato il loro lato piu’ umano”. ”Se si riuscisse a dare loro piu’ giustizia, avrebbero molto da dare alla societa”’, ha aggiunto.

Sempre riferendosi ai suoi rapitori, i ribelli maoisti capitanati da Sabyasachi Panda, Bosusco li ha descritti come ”persone che hanno sofferto ingiustizie incredibili”. E che – ha osservato – sono costrette a fare un certo tipo di vita proprio per combattere queste ingiustizie. ”Non condivo le loro scelte perche’ le impongono con le armi”, ha sottolineato Bosusco ma ”al di la’ di questo sono esseri umani”. Nei giorni trascorsi con i ribelli, Bosusco ha raccontato di aver toccato con mano la ”sofferenza” patita da questa gente che conduce ”una vita senza speranza di guadagnare niente”.    ”Fanno sentire le loro idee, giuste o sbagliate che siano”, ha concluso Bosusco.

Published by
admin