CITTA' DEL VATICANO – Una delegazione internazionale delle famiglie dei marittimi tenuti in ostaggio dai pirati sara' ricevuta domani dal Papa. Provengono da tutto il mondo e rappresentano gli oltre 800 sequestrati dalla pirateria.
Il Papa manifesta cosi' l'attenzione sua personale e della Chiesa per una realta' sempre piu' drammatica che coinvolge la gente del mare: la pirateria ha raggiunto il suo massimo storico nel 2010 con 445 attacchi, 53 navi sequestrate e 1.181 marittimi catturati. A tutt'oggi questo fenomeno non accenna a diminuire, considerando che finora sono stati denunciati 214 nuovi episodi, con 26 navi e 522 marittimi ancora ostaggio dei pirati (IMB Piracy Reporting Centre).
L'incontro tra la delegazione internazionale e Benedetto XVI avverra' dopo la preghiera dell'Angelus, a Castel Gandolfo, nella Giornata mondiale per il mare. ''Anche se gran parte degli attacchi sono registrati al largo delle coste della Somalia, – rileva una nota dell'Apostolato del mare, emanazione della Fondazione Migrantes della Cei – di fatto la pirateria rimane una sfida mondiale che richiede una risposta globale, poiché il miraggio di guadagni facili e immediati ha attratto anche le organizzazioni criminali internazionali''.
L'Apostolato del mare, in sintonia con il Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti, rilancia il proprio appello ''ai Governi e alle Organizzazioni internazionali, affinché attivino tempestivamente gli opportuni canali per riportare sani e salvi alle loro case i marittimi sequestrati e trovino soluzioni a questo problema'', ''agli armatori, affinche' adottino misure preventive per garantire la sicurezza non solo delle navi e del loro carico, ma anche dei marittimi'', ''ai pirati, affinche' mettano fine a tali azioni criminose, prendano coscienza del grande dramma che provocano ai marittimi (e alle loro famiglie), e li trattino con rispetto e umanita'''. Oltre a esprimere gratitudine al Papa per la sua disponibilita' a incontrare la delegazione internazionale, l'Apostolato del mare invita tutti ''a visitare il sito www.saveourseafarers.com e sottoscrivere la petizione per sensibilizzare i governi del proprio Paese ad affrontare e trovare efficaci soluzioni''.
