Riportare le librerie e gli editori nel quartiere latino di Parigi: è la missione del sindaco socialista della capitale Bertrand Delanoe. “Non posso accettare – ha avvertito Delanoe – che zone come il V e il VI arrondissement, che sono una parte dell’anima intellettuale di Parigi, siano cedute a grandi gruppi”.
Il motivo principale dell’estinzione delle librerie da questa zona é il prezzo degli affitti, ormai da capogiro. La città di Parigi ha quindi affidato alla società Semaest la missione di riconquistare le boutique del quartiere latino, che comprende anche la celebre zona di Saint-Germain des Pres, per creare nuove librerie investendo nell’operazione 30 milioni di euro.
“Il nostro obiettivo è lottare contro la diminuzione del numero di librerie”, ha spiegato Jean-Paul Albertini della Semaest. Secondo l’assessore al commercio del comune di Parigi, Lyne Cohen-Solal, 15 anni fa, solo nel quartiere, c’erano 300 librerie mentre ora sono solo 150. Oltre alle librerie, da qualche anno, anche i grandi editori hanno cominciato a chiudere i battenti nella zona spostando le loro sedi in periferie meno costose. Dopo Hachette e Flammarion è stata la volta delle emblematiche Presses Universitaires de France, di Robert Laffont e di Seuil.
E’ in questa parte di Parigi che a partire dal XVII secolo si erano insediati i più importanti intellettuali. Mentre dopo la Seconda Guerra Mondiale il quartiere è diventato il centro nevralgico della vita culturale parigina, che ha visto tra i suoi protagonisti esistenzialisti come Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, ma anche altri artisti e pensatori.