La Chiesa può avere una reazione rapida a una denuncia di abusi da parte del clero. Lo ha dimostrato l’arcivescovo di Denver, Charles Chaput, che ha rimosso dal servizio attivo un prete 24 ore dopo aver ricevuto accuse che questi aveva molestato un ragazzo negli anni Settanta. Il prete, padre Mel Thompson, ha sostenuto di essere innocente.
L’arcivescovo, in una rubrica sul giornale diocesano ha osservato che alcuni fedeli sono rimasti frustrati dalla velocità della decisione. La denuncia contro padre Thompson, 74 anni, è arrivata all’arcivescovado il 7 aprile e i prete è stato rimosso dal servizio attivo l’indomani, riporta l’agenzia cattolica Catholic News Agency.
Le accuse risalgono a 35 anni fa. «Abbiamo riportato la denuncia alle autorità civili perché sia fatta un’inchiesta. Abbiamo anche allertato altre parrocchie dove era passato padre Thompson delle accuse nei suoi confronti», ha scritto monsignor Chaput sul Denver Catholic Register. Uno degli avvocati in prima fila nello scandalo della pedofilia in Colorado, Adam Horowitz, ha osservato che il rapido allontanamento di padre Thompson rappresenta una inversione di rotta rispetto a comportamenti passati da parte delle diocesi.
Fondi della arcidiocesi di Denver hanno sottolineato invece che la politica della tolleranza zero nei confronti della pedofilia è diventata di routine dopo il 2002, quando la Conferenza Episcopale americana ha stabilito linee guida per combatterla.