ROMA – ''Personale specializzato, perfettamente in grado di riconoscere il pericolo e di reagire in proporzione al grado della minaccia'': sono questi gli uomini del Reggimento San Marco della Marina militare imbarcati sui cargo che navigano nelle acque infestate dai pirati: a dirlo e' uno degli ufficiali del Reggimento, il capitano di corvetta Marco Guerriero, che si e' occupato in modo specifico proprio della nascita e della formazione dei cosiddetti Nmi, i Nuclei militari di protezione.
''La scorsa estate e' stato approvato il quadro normativo e ad ottobre e' cominciata l'attivita' operativa dei nuclei, dopo la sigla di un protocollo d'intesa tra la Difesa e Confitarma'', l'associazione degli armatori, spiega all'ANSA Guerriero. ''Si tratta di nuclei di mediamente 6 militari che garantiscono la sicurezza del mercantile durante le tratte piu' a rischio, cooperando con il personale di bordo. Numerosi armatori hanno fatto richiesta di questo servizio, che in alcune occasioni ha gia' dimostrato la sua efficacia, sventando dei possibili attacchi di pirati''.
Il personale, afferma l'ufficiale, e' ''iper-specializzato. Si tratta, infatti, di militari in forza al Reggimento San Marco (uno dei reparti d'elite delle forze armate italiane, ndr) e, in particolare, di quella unita' che si addestra proprio per svolgere compiti di sicurezza in mare. A questa formazione specifica, si somma quella di un corso aggiuntivo, mirato proprio ai Nuclei di protezione. Un corso durante il quale il personale viene addestrato nel dettaglio – dagli aspetti giuridici a quelli relativi alla tipologia del mercantile – per il compito che andra' a svolgere''. E i compiti sono, appunto, quelli di ''vigilanza, osservazione, monitoraggio – con l'ausilio di visori e strumentazioni all'avanguardia – di ogni situazione potenzialmente pericolosa per l'incolumita' della nave e delle persone a bordo. Un'attivita' – che si integra a quella del personale di bordo addetto alla sicurezza – a 360 gradi, 24 ore su 24''.
Ma che succede, in pratica, quando si avvista un'imbarcazione sospetta? ''In primo luogo – risponde Guerriero – bisogna intendersi su cosa significa 'imbarcazione sospetta'. La casistica e' varia, ma certo se vediamo un natante con una navigazione tesa a convergere nei confronti del mercantile, per il team il natante in questione diventa un osservato speciale''.
Che avviene, a questo punto? ''Cerchiamo di richiamare l'attenzione del natante, in ogni modo: via radio, con segnali visivi e sonori'', risponde il comandante Guerriero. ''Se nonostante tutti questi accorgimenti l'imbarcazione tiene ferma la rotta e continua ad avvicinarsi e magari ci sono altre stranezze, ad esempio armi a bordo, l'allerta si innalza ulteriormente e si ricorre ai cosiddetti 'warning shots, cioe' dei colpi di arma da fuoco in aria a scopo dissuasivo. Se ancora non desistono, si spara in acqua, sempre a distanza di sicurezza. Ed infine, in caso di attacco, e' previsto l'uso della forza graduata e proporzionale all'offesa per garantire la sicurezza del mercantile e dell'equipaggio''.
