Un fortino da un miliardo di dollari, un cubo in vetro lontano dal centro e isolato dalla città grazie a due prati collinosi e un laghetto, come al Medioevo.  Sulla nuova ambasciata degli Stati Uniti a Londra si è accesa la polemica, anche perché sarà la più cara in assoluto, delle ambasciate americane nel mondo.
In grado di ospitare fino a mille persone su 12 piani, verrà costruita tra il 2013 e il 2017, costerà di più di quelle dei record a Baghdad in Iraq e ad Islamabad in Pakistan e sarà ancora più protetta del grattacielo della rappresentanza Usa presso l’Onu, inaugurato a breve, con ben otto piani senza finestre per resistere alle autobombe.
L’area scelta per la nuova sede diplomatica è una zona disabitata di Battersea, nella parte meridionale della capitale, a pochi passi dalla centrale elettrica resa famosa dalla copertina di un disco dei Pink Floyd, oggi un quartiere noto per i suoi club gay.
Il progetto, che l’architetto prescelto, Kieran Timberlake, un americano di Filadelfia, ha concepito ‘verde’ per ridurre al massimo l’impatto ecologico, è stato accolto positivamente sia dagli abitanti del centro di Londra sia dalle autorità britanniche. L’attuale sede diplomatica si trova infatti nel centralissimo Grosvenor Square, dove i rischi terrorismo vengono considerati molto alti vista la presenza dell’ambasciata, e dove i problemi di traffico sono elevatissimi. Il progetto, realizzato mezzo secolo fa ma ancora avveniristico, fu del finlandese Eero Saarinen.
Però, secondo il critico di architettura del New York Times, Nicolai Ouroussoff, il cubo in vetro progettato “non è inelegante visti gli standard delle altre recenti ambasciate Usa”, ma è banale, avendo “il glamour di un isolato di uffici di una qualsiasi società “.
“Il progetto in sé – aggiunge Ouroussoff – è un affascinante studio di come l’architettura può nascondere la realtà . La palazzina è situata in un paesaggio a spirale composto da due praticelli e un laghetto, espressione sia della fortificazione difensiva sia della serenità pastorale”.
Secondo il critico del Nyt siamo di fronte “all’espressione lampante delle tensioni impossibili da risolvere quando si tenta di costruire l’emblema dei valori americani sapendo che potrebbe diventare il prossimo obiettivo dei terroristi”.
