TEL AVIV, 14 OTT – Scritte oltraggiose e slogan tipici della destra ultranazionalista israeliana sono state tracciate durante la notte tra il 13 ed il 14 ottobre nell'area del monumento memoriale dedicato a Yitzhak Rabin vicino al Municipio di Tel Aviv, nel luogo in cui il premier laburista e premio Nobel per la pace fu ucciso da un giovane colono estremista nel 1995.
La profanazione e' stata scoperta dalla polizia municipale, che – secondo il sito del giornale Yediot Ahronot – ha gia' fermato almeno un sospetto. Le scritte, tracciate in ebraico con vernice spray, inneggiavano a Yigal Amir, l'assassino di Rabin, e facevano riferimento al cosiddetto 'prezzo da pagare': vale a dire la parola d'ordine che i coloni ebrei ultra' usano di solito per giustificare intimidazioni e vendette trasversali contro i palestinesi nei Territori occupati (ma anche, talora, contro i militari israeliani e contro la minoranza araba d'Israele) ogni qualvolta sono denunciati attacchi contro di loro o tensioni o semplicemente iniziative delle autorita' israeliane ritenute d'intralcio alla politica degli insediamenti.
L'episodio s'inquadra in una rinnovata spirale di provocazioni e violenze segnata fra l'altro di recente da profanazioni di cimiteri e dall'incendio di una moschea nel villaggio arabo-israeliano di Tuba Zangaria (Galilea): additata con preoccupazione dai media, dal presidente Shimon Peres, dallo stesso governo e da autorevoli rabbini.
Rabin, ex generale ed eroe di guerra, fu ucciso dopo aver firmato gli accordi di pace di Oslo con i palestinesi – che nel 1994 gli era valso il Nobel, assieme a Peres e ad Arafat – e sullo sfondo di una pesante campagna ostile della destra. Venne freddato al termine d'un grandioso comizio elettorale organizzato in difesa e a sostegno del processo di pace.
