Quei cercatori d' aglio uccisi nei boschi e gli attentati a Mosca

da: Corriere della Sera

Il dubbio si sta diffondendo anche sulle pagine dei giornali solitamente assai prudenti con il Cremlino. E le polemiche divampano: ma è proprio sicuro che interventi più brutali contro i terroristi nel Caucaso o addirittura più «crudeli», come ha auspicato il presidente Dmitrij Medvedev, servano a sconfiggere questa piaga? In realtà, come si è visto in innumerevoli episodi e come ci racconta anche la storia degli ultimi terribili attentati di Mosca, con 40 morti nella metropolitana, sono i metodi delle squadre speciali e dei corpi locali fedeli a Mosca a ingrossare le file dei terroristi. I rastrellamenti nei villaggi, i rapimenti, i ferimenti e le esecuzioni sommarie esasperano la popolazione locale, in Cecenia come in Daghestan o in Inguscezia. E se giovanissime ragazze, come la diciassettenne Dzhennet e la ventenne Markha, si fanno saltare in aria a Mosca con indosso cinture imbottite di esplosivo e bulloni di ferro, non è solo perché sono indottrinate, drogate e hanno perso ogni speranza nel futuro. Un episodio che aiuta a capire come vanno le cose in quelle sfortunate repubbliche russe è quello che secondo il capo dei terroristi, Doku Umarov sta dietro…

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