ROMA – A poco piu' di dieci anni dal conflitto tra Etiopia ed Eritrea che ha causato 80 mila morti, si riaccende la tensione tra i due Paesi. Il governo di Addis Abeba ha annunciato oggi di avere attaccato alcuni ''campi di addestramento di sovversivi'' in territorio eritreo.
L'operazione e' stata definita un ''successo'' da un portavoce del governo etiope, che ha accusato Asmara di addestrare terroristi per ''lanciare attacchi" sul proprio territorio.
I raid si sono verificati a circa 16 chilometri dal confine all'interno del territorio eritreo, esattamente nelle regioni di Gelakalay e Gimbina e secondo fonti locali sono state uccise alcune persone mentre altre sono state catturate. Un appello alla calma e' giunto, secondo la France Presse, da Washington. La portavoce del dipartimento di Stato, Victoria Nuland, ha chiesto alle parti in causa di ''fermarsi e di evitare azioni militari''.
Dalle autorita' eritree non e' giunta al momento nessuna dichiarazione. I rapporti diplomatici tra i due Paesi si sono incrinati negli ultimi mesi dopo che il governo del primo ministro etiope Meles Zenawi ha accusato il Paese vicino di dare sostegno e supporto ai ribelli somali Al Shabaab. Le milizie islamiche legate ad Al Qaida, hanno intensificato gli attentati in Kenya e nel Paese del Corno d'Africa negli ultimi mesi e si sono dedicati anche ad altre azioni terroristiche come i sequestri di persona ai danni di turisti e operatori umanitari.
Le tensioni tra i due Paesi hanno raggiunto il culmine a meta' gennaio 2012 quanto Addis Abeba ha accusato l'Eritrea di essere dietro al gruppo protagonista dell'omicidio di cinque turisti europei nella regione desertica di Afar, in Etiopia.
Lo scorso dicembre sono scese in campo le Nazioni Unite che hanno imposto sanzioni contro l'Eritrea accusata di aiutare i ribelli islamici in Somalia e di rifiutarsi di ritirare le proprie truppe al confine con Gibuti.
L'Eritrea, governata dal presidente Isaias Afewerki fin dalla sua separazione dall'Etiopia nel 1991, e' considerata una delle dittature piu' crudeli e repressive del mondo.