«Chiedo perdono a Dio e alla gente», così l’imbrattatore del Cristo Re di Rio de Janeiro sì è costituito. L’autore delle scritte a tinta spray sulle braccia di uno dei simboli brasiliani si chiama Paulo Souza dos Santos e per vivere fa l’imbianchino.
«Con le ripercussioni che ha avuto il mio gesto, di colpo mi sono ritrovato ricercato, come se fossi un criminale, un trafficante, ma sono un lavoratore sposato, padre di quattro bambini», ha detto.
Il sindaco di Rio, Eduardo Paes, ha definito l’atto di vandalismo «un crimine contro il Paese» e ha provveduto a fare ripulire la statua per poi riaprirla al pubblico.
Aveva paura quando è andato alla polizia, tanto che si è fatto accompagnare dalla moglie incinta e da un pastore evangelico. Ora è in attesa del processo per “delitto ambientale”, le autorità dopo aver registrato la sua confessione lo hanno rilasciato.
«So che ho fatto una cosa sbagliata, ma non ho niente contro le religioni, chiedo perdono a Dio e alla gente», ha detto. Dos Santos non ha voluto rivelare chi fosse il suo complice.
