TOKYO – L'effetto sisma/tsunami abbatte in Giappone la produzione domestica di veicoli anche ad aprile, ma la svolta sembra essere ormai vicina. I principali 8 operatori hanno accusato una flessione media del 60,1%, dopo il tonfo del 57,5% di marzo con la sospensione degli impianti danneggiati e la carenza di componenti. Toyota, ad esempio, ha avuto lo scorso mese un crollo su base annua del 78,4% (a 53.823 unita'), mentre i numeri due e tre per fatturato nel Sol Levante, Honda e Nissan, hanno rispettivamente ceduto l' 81% (a 18.168 unita') e il 48,7% (a quota 44.193). La piccola Suzuki, a sorpresa, e' diventata nel mese 'regina' delle 4 ruote grazie alle 58.398 vetture assemblate (-31,1%). Il comparto dell'auto e' centrale nell'economia nipponica: occupa il 10% della forza lavoro complessiva, vale oltre il 10% del Pil e pesa per il 15% delle esportazioni industriali totali. Lo shock causato dal sisma/tsunami dell'11 marzo e' pero' in fase di assorbimento ben meglio delle prime previsioni: Toyota ha preannunciato che a giugno la produzione raggiungera' il 90% dei livelli normali (in precedenza la stima era del 70%), mentre Nissan si dovrebbe attestare pressoche' al 100%. Il risultato finale, oltre a una piu' che probabile impennata dell'occupazione, e' che le vetture realizzate dalla Corporate Japan dovrebbero salire nell'esercizio fiscale 2011 intorno a 8 milioni di pezzi, solo un 10% meno delle 8,99 milioni di unita' dell'anno precedente, secondo le ultime elaborazioni di settore. La ripresa e' stata spinta dal recupero della mancanza di componenti, il principale problema della produzione, per effetto delle riparazioni a tempo di record delle fabbriche danneggiate e della ricerca di fornitori alternativi. Se l'industria dell'auto vede la svolta, per il Giappone si moltiplicano gli avvertimenti da parte delle societa' di rating. Fitch, in giornata, ha tagliato l'outlook da 'stabile' a 'negativo', esprimendo preoccupazione per i conti pubblici con un debito proiettato oltre il 200% del Pil e destinato ad andare sotto pressione per la ricostruzione. L'agenzia potrebbe presto abbassare il giudizio sul Paese, ora di 'AA', il terzo miglior livello: ''il debito lordo del governo ha raggiunto il 210% del Pil a fine 2010, di gran lunga la percentuale piu' elevata tra i Paesi valutati da Fitch''. La crescita del 2011 e' stimata allo 0,5%, ma potrebbe essere tagliata a causa ''dei ritardi nel ripristino della produzione elettrica che puo' imporre restrizioni'' ai consumi e limitare le attivita' produttive durante l'estate.
