MOSCA – I militanti gay hanno subito una aggressione anche davanti al Comune di Mosca, nella centralissima via Tverskaia, da parte di giovani con il volto coperto da passamontagna, presentatisi come ”patrioti e combattenti contro la sodomia”, come ha detto uno di loro a radio Eco di Mosca. Si tratta, secondo l’emittente, di esponenti del gruppo religioso ultraortodosso ”Portatori della bandiera di Cristo”. La polizia ha fermato cinque manifestanti omosessuali, tra cui Nikolai Alekseiev, uno dei principali organizzatori del gay pride.
Nel precedente scontro al giardino di Alessandrovski, gli agenti hanno fermato una quindicina di persone, di entrambi i fronti. Complessivamente, secondo i dati resi noti dalla polizia, sono state fermate 32 persone: 18 partecipanti al Gay Pride e 16 loro aggressori. La manifestazione per i diritti degli omosessuali e’ coincisa con la giornata delle guardie di frontiera. I manifestanti sono rimasti delusi anche dal nuovo sindaco Serghiei Sobianin, che ha continuano a negare il Gay Pride come il suo controverso predecessore Iuri Luzhkov, per il quale tali eventi sono ”opera di Satana’. A loro avviso il diniego ignora la recente decisione della Corte europea per i diritti dell’uomo, secondo la quale vietare tali manifestazioni costituisce una discriminazione e un attentato ai diritti di riunione. La Russia e’ un Paese fortemente omofobo, nel quale la Chiesa ortodossa e’ fortemente contraria ai Gay Pride.
