Russia. Il fratello della kamikaze del metrò: “Sono innocente”

Anvar Sharipova, fratello di Mariam Sharipova, una delle due kamikaze fattesi esplodere nel metrò di Mosca il 29 marzo, parla al Novaia Gazeta, il bisettimanale della giornalista Anna Politkovskaia. Sharipov, 34 anni, daghestano, è accusato di aver aiutato le due donne a organizzare l’attentato nella capitale russa.

Ma nell’intervista pubblicata oggi, un botta e risposta, si professa innocente: “Ho saputo delle esplosioni dalla tv. Non poteva nemmeno venirmi in mente che mia sorella minore potesse essere coinvolta. Non sapevo avesse intenzione di venire a Mosca, e finora non posso credere che non ci sia più. Quale fratello si augurerebbe mai la morte della propria sorella?”.

In passato arrestato con l’accusa di intrattenere relazioni con gruppi islamisti radicali e ribelli armati nella regione natale di Untsukul, poi rilasciato su amnistia, si era trasferito nel 2007 a Mosca, dove viveva con la sua famiglia e lavorava. “Me ne sono andato per dire addio completamente al passato e iniziare una nuova vita”, ha detto, precisando di avere un alibi.

“Il giorno degli attentati – ha spiegato – ero uscito di casa dopo le 10 del mattino. Ho testimoni che possono dimostrare dov’ero prima e dopo gli attentati, e il dettaglio delle mie telefonate e le telecamere sparse in tutta Mosca possono confermarlo. Ora tutti vogliono dare a me la responsabilità. Sembra che nessuno voglia cercare la verità. Gli inquirenti – conclude – hanno già la propria versione dei fatti e vogliono usarmi come capro espiatorio. Ma io so quali metodi usano negli interrogatori, se serve dimostrare ciò che non è successo”.

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