E’ morto oggi, dopo una lunga agonia iniziata il 4 gennaio scorso. Nella città di Tomsk, in Siberia, Konstantin Popov, giornalista russo del ‘Tomskaya Nedelya’, è stato prima picchiato selvaggiamente e poi stuprato stuprato con il manico di una scopa o di un badile da un poliziotto.
Secondo quanto riporta il quotidiano locale Tomskaya Nedelya, il giornalista è stato portato in ospedale dagli stessi agenti quando è sopraggiunta un’emorragia interna e il coma.
Il poliziotto, arrestato immediatamente, aveva giustificato l’aggressione adducendo “motivi personali” e ora rischia 10 anni di prigione. Tre poliziotti sono stati allontanati dal loro incarico dopo il pestaggio.