DEHRADUN (INDIA), 15 GIU – Un guru indiano e' morto dopo quattro mesi di sciopero della fame che aveva cominciato per denunciare la corruzione e per salvare il Gange, il fiume sacro per gli induisti, dall'inquinamento. Lo hanno rivelato fonti mediche.
Swami Nigamananda, che aveva cominciato il digiuno il 19 febbraio, e' morto lunedi' scorso nell'ospedale di Dehradun, nel nord dell'India, dove era stato ricoverato i primi di maggio per complicazioni legate allo sciopero della fame.
Nigamananda chiedeva la fine dello sfruttamento delle miniere illegali nello Stato dell'Uttarakhand e dei controlli piu' severi per fermare l'inquinamento del Gange.
