SPRINGFIELD (MASSACHUSSETS, STATI UNITI) – Un gruppo per i diritti dei gay ugandesi ha sporto querela contro il ministro Scott Lively, presidente della Abiding Truth Ministries, organizzazione cristiana ultraconservatrice californiana. L’accusa è di coinvolgimento in una campagna di persecuzione delle persone omosessuali in Uganda. Scott Lively, noto per il suo movimento degli ex-gay e per la lotta contro il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali, sarebbe responsabile di aver favorito una delle legislazioni anti-gay più dure al mondo: quella ugandese appunto.
Il caso si basa su un diritto che consente agli stranieri di intentare cause civili contro gli americani per presunte violazioni del diritto internazionale. A favore dell’azione legale, circa 70 manifestanti hanno marciato davanti alla Corte distrettuale di Springfield, Massachusetts. Promotore della causa è il Center for Constitutional Rights su mandato dei Sexual Ministries dell’Uganda. “Speriamo che Lively venga riconosciuto responsabile per ciò che ha fatto in Uganda” ha detto Frank Mugisha, capo dei Sexual Ministries.
Nell’atto di querela è scritto che “Lively ha spinto gli ugandesi a combattere il movimento gay, a suo dire “genocida, pedofilo e collegato ai nazisti e agli assassini del Rwanda”. Lively avrebbe “elaborato un metodo molto specifico e dettagliato per rimuovere i più basilari diritti umani per mettere a tacere e infine, far sparire le persone LGBT”, favorendo così la “criminalizzazione dell’omosessualità”.
Lively, racconta la Bbc, è stato tra i visitatori più assidui dell’Uganda fino al 2009, prima che venisse approvata la legislatura discriminatoria che punisce alcuni atti omosessuali con l’ergastolo (secondo l’ultima modifica, in precedenza era prevista addirittura la pena di morte). Il caso, secondo il ministro è solo “una frivolezza basata su commenti molto eccessivi che restituiscono un’immagine distorta di come lui è realmente”.
