ROMA – «Paura che ci becchino? Ma no, tranquillo. Fare insider trading è come giocare con le carte truccate in un casinò di Las Vegas. Anche se qualcuno se ne accorge, ti chiedono solo di smettere e andartene: non possono provare niente». A parlare non è un manager italiano, pizzicato con le “mani nella marmellata” dalle intercettazioni. L’ultimo, clamoroso, caso di insider trading arriva dagli Stati Uniti stavolta, Paese dove questo reato è punito molto severamente. Scott London, appena licenziato dalla società di revisione contabile Kpmg, è finito sotto inchiesta proprio per la leggerezza con cui passava informazioni riservate su alcune società a un suo amico gioielliere-investitore. Il quale lo ripagava con borse piene di banconote e preziosi Rolex Daytona. La storia la racconta Massimo Gaggi sul Corriere della Sera:
Il caso ha cominciato a emergere una settimana fa quando la società ha improvvisamente licenziato London e poi ha rinunciato a fare l’auditing di due suoi clienti, Herbalife e Skechers Usa, ammettendo che si era verificato un caso di insider trading. Ora la società si dice sconvolta dalla vicenda che rischia di provocarle danni di immagine. Le modalità della frode, le immagini di London che intasca mazzette in un parcheggio di Los Angeles, ricordano tanti goffi casi nostrani di corruzione. Il consulente finanziario chiedeva, in cambio delle preziose informazioni sui bilanci delle società da lui controllate e sulle azioni che queste aziende stavano per intraprendere sul mercato, borse piene di banconote da 100 dollari. Ma ha accettato anche un orologio Rolex Daytona da 12 mila dollari e perfino dei costosi biglietti per un concerto di Bruce Springsteen.
L’Fbi l’ha incastrato nel modo più classico: quando Fidelity ha avvertito gli inquirenti che un suo cliente stava compiendo transazioni sospette, i poliziotti sono andati da Shaw che è subito crollato e ha accettato di collaborare con loro. Ha registrato le conversazioni con London e il 7 marzo si è fatto riprendere dalle telecamere della polizia mentre consegnava l’ennesima bustarella all’uomo della sede californiana della Kpmg. Che è andato avanti a oltranza nelle frodi anche quando Shaw l’aveva avvertito che, probabilmente, erano stati scoperti, visto che Fidelity, oltre ad avvertire gli inquirenti, aveva congelato il conto del gioielliere.
Ma London ha tirato fuori il paragone coi casinò di Las Vegas, ha spiegato al suo socio che le autorità di controllo non perdevano tempo dietro ai «pesi piccoli» e ha tirato dritto. Quando è stato scoperto, anche lui ha subito confessato cercando di giustificarsi: conosco Shaw dal 2005, eravamo soci dello stesso country club. Ma ho cominciato a passargli informazioni solo nel 2010, quando lui si è trovato in difficoltà nella sua attività di gioielliere per la crisi economica.
L’uomo di Kpmg si lasciava andare ai suoi racconti “proibiti” durante le lunghe partite sul green con Shaw. Quei match di golf che appassionano tantissimi esponenti della finanza americana. London non è stato arrestato, probabilmente perché, essendo reo confesso, non ci sono rischi di inquinamento delle prove. Andrà a processo a maggio. Rischia fino a 5 anni di carcere e fino 250 mila dollari di multa.