ROMA – Maria Sandra Mariani, Franco Lamolinara, Rossella Urru, Giovanni Lo Porto, e i sei marinai della motonave Enrico Ievoli: sono i dieci italiani rapiti nel mondo, ricordati in un articolo della Stampa.
Si tratta di cooperanti, viaggiatori e marinai, sequestrati nelle zone desertiche dell’Africa occidentale, nelle acque che bagnano il Corno d’Africa, e nel Pakistan. Le aree, insomma, nelle mani dei gruppi terroristi, talvolta islamici, come al Qaeda nel Maghreb, i Boko Haram nigeriani, gli al Shabab somali o i taleban dell’Afpak.
A non dimenticarsi di loro sono l’Unità di crisi della Farnesina, che assieme al ministero degli Esteri, gestisce questo tipo di emergenze, così come i due casi di sequestri di persone con doppio passaporto, italiano e di altro Stato: Bruno Pellizzari e Lorenzo Bonaventura.
Per ognuno di questi italiani la Farnesina contatta, tra gli altri, i Paesi dove il sequestro è avvenuto, ma spesso deve rivolgersi anche ai rapitori, seppure indirettamente, con comunicati radio e simili.
E se il riserbo è indispensabile per la buona risoluzione di un rapimento, è anche vero, come sottolinea la Stampa, che questo silenzio viene spesso scambiato per dimenticanza, per indifferenza.