GB, LONDRA – Piu’ della regina. Piu’ dei Beatles. Piu’ di Harry Potter. E’ William Shakespeare, l’icona che piu’ di tutte nel mondo e’ associata alla cultura contemporanea britannica. Ed e’ questo il primato che il Bardo conquista in queste ore, quando si celebra il 450/mo anniversario della sua nascita, il drammaturgo, l’attore, il poeta, e’ senza tempo.
Lo rivela un sondaggio condotto dal British Council che ha chiesto a migliaia di persone nel mondo quale sia il personaggio che di piu’ associano alle arti e la cultura contemporanea del Regno Unito, e William Shakespeare ha sbaragliato tutti. Su un campione di 5mila adulti interpellato tra India, Brasile, Germania, Cina e Stati Uniti, quello di Shakespeare e’ stato il nome piu’ menzionato. Seguito dalla regina al secondo posto e dal calciatore David Beckham al terzo. Poi JK Rowling creatrice di Harry Potter, la cantante Adele, i Beatles, Paul McCartney ed Elton John.
Nello specifico poi, William Shakespeare è risultato ‘campione’ incontrastato in Cina, mentre il livello di gradimento più basso lo ha registrato negli Stati Uniti. Non e’ un caso quindi che in coincidenza con i 400 anni dalla sua morte, nel 2016 il British Council preveda di lanciare un programma celebrativo talmente vasto che già lo definisce un altro ”momento olimpico”.
La vita e le opere del Bardo verranno celebrati attraverso una una serie di eventi disseminati in 110 paesi diversi, da festival internazionali a tourn�e teatrali, esplorando però ogni mezzo espressivo e con la particolare attenzione che i tempi impongono ai progetti digitali che puntano ad una partecipazione di mèssa, globale, interattiva e interconnessa.
Una realtà che sembra così lontana da quel 1564 quando lo scrittore inglese nacque a Stratford-upon-Avon (e a Stratford-upon-Avon mori’ 52 anni dopo) -la data non e’ certa ma per convenzione la si si fa cadere il 23 aprile- eppure oggi non e’ difficile immaginarlo a twittare: le sue notissime e numerose citazioni e frasi entrate nel lessico corrente sembrano perfette, nella forma e nei contenuti, acute e sintetiche, per i 140 caratteri che dominano l’era della comunicazione 2.0. (ANSA).