
LIBANO, BEIRUT – Secondo l’agenzia di stampa indipendente siriana ARA News, negli ultimi mesi a Damasco il rapimento di bambini e il traffico degli essere umani sarebbero diventati fenomeni “comuni”. Il mercato nero degli organi, invece, sarebbe un’aggiunta recente al decalogo degli orrori siriano. Le segnalazioni si moltiplicano.
Muhammad Ali, residente nel quartiere di Rukn al-Din di Damasco, ha detto ad ARA News che almeno quattro bambini sono stati rapiti recentemente in quella zona della città . “La scorsa settimana – ha aggiunto – un gruppo di uomini armati ha rapito diversi bambini nella città di Daria e poi li ha liberati. Le famiglie dicono che diversi organi sono stati asportati dai piccoli”.
“Mia figlia Raghad – è la testimonianza di Nadia Kamal – è scomparsa dal parco del quartiere. L’abbiamo cercata in diversi ospedali ma senza successo. Così ho denunciato online la sua scomparsa. Dopo dieci giorni sono stata contattata al telefono da una persona sconosciuta che mi ha detto che mia figlia era in buona salute e che potevo riaverla”.
La piccola sarebbe stata restituita alla famiglia da un uomo col volto coperto. “Sul suo corpo – ha aggiunto Nadia – erano evidenti i segni di un’operazione chirurgica. una visita medica ha confermato l’asportazione di un rene”. Voci di traffico di organi umani si rincorrono da tempo in Siria ma finora non erano mai state confermate da organizzazioni indipendenti.
