BEIRUT – E' di almeno cinque civili uccisi e
oltre un centinaio di feriti il bilancio, riferito da attivisti
e dissidenti siriani, dell'attacco militare sferrato da stamani
all'alba dall'esercito di Damasco, che ha fatto uso anche
dell'artiglieria, contro due localita' nei pressi di Homs, a
nord della capitale. I residenti erano scesi a migliaia in
strada venerdi' scorso nell'undicesima settimana consecutiva di
proteste anti-regime.
Mentre il cyber-attivista Malath Aumran (pseudonimo di Rami
Nakhle) su Twitter riferiva, citando testimoni oculari, del
rinvenimento a sud di Homs, nella localita' di Tiba, di una
fossa comune contenente piu' di 25 corpi non identificati, da
Rastan, cittadina di 80 mila abitanti per lo piu' sunniti (25 km
a nord della terza citta' siriana) giungevano notizie
dell'attacco militare governativo.
Residenti di Rastan, che e' anche la citta' natale dell'ex
ministro della Difesa Mustafa Tlass (1972-2004), hanno riferito
l'assedio da parte dei carri armati e spari di mitragliatori
automatici di grosso calibro nelle vie cittadine. Il bilancio –
non verificabile da fonti indipendenti – e' di due morti e di
oltre cento feriti. Da ieri sera, affermano i testimoni
interpellati telefonicamente dall'agenzia Reuters, l'erogazione
dell'acqua e della corrente elettrica erano state interrotte,
cosi' come il servizio Internet e quello telefonico.
L'offensiva militare, secondo residenti, ha coinvolto il
villaggio di Talbisse, sempre nei pressi di Homs, attraversato
anch'esso venerdi' scorso da massicce manifestazioni contro il
potere del presidente Bashar al Assad, al potere da 11 anni dopo
aver ereditato la carica dal padre Hafez ai vertici del regime
per 30 anni. Gli attivisti parlano di tre morti e decine di
feriti a Talbisse.
Fino alla tarda serata di ieri si erano registrati inediti
sit-in di protesta notturni a Dayr az Zor, capoluogo della
regione orientale sunnita dell'Eufrate, e nel villaggio di
Bannish, a sud di Aleppo, nella provincia settentrionale di
Idlib, anch'essa a maggioranza sunnita.
Le organizzazioni umanitarie siriane riferiscono di oltre
1.100 morti, per lo piu' civili, in due mesi e mezzo di proteste
e repressioni. I media governativi parlano invece di circa 143
tra militari e poliziotti uccisi finora da ''bande armate di
terroristi'' infiltrati dai Paesi confinanti.
