BEIRUT – Con un bilancio di dieci morti tra i civili secondo fonti dell'opposizione, e di cinque tra i membri delle forze governative secondo i media ufficiali, la Siria ha vissuto oggi la giornata piu' sanguinosa dall'entrata in vigore del cessate il fuoco, il 12 aprile. Un bilancio che se e' ben inferiore ai massacri delle settimane precedenti, segna comunque pesantemente un giorno che ha visto il Consiglio di Sicurezza dell'Onu approvare a New York una risoluzione per l'invio di osservatori con il voto favorevole di Russia e Cina, dopo il veto da loro posto ad altre due precedenti risoluzioni.
"Il Consiglio di Sicurezza ha deciso che il governo siriano sara' giudicato per le sue azioni e non per le sue parole'', ha affermato l'ambasciatrice americana alle Nazioni Unite, Susan Rice, invitando pero' a non farsi "illusioni", considerato l'ancora alto numero di vittime e il fatto che proprio oggi "il regime siriano ha ripreso a bombardare brutalmente la citta' di Homs". "Damasco deve rispettare tutti i suoi impegni, non solo una parte di questi, e deve farlo ora'', ha aggiunto la diplomatica Usa.
Tra i principali impegni non rispettati, che pure fanno parte del piano in sei punti dell'inviato dell'Onu e della Lega Araba Kofi Annan, figurano il ritiro delle truppe dalle citta' e la liberta' di manifestazione. Punti sottolineati nei giorni scorsi dal Consiglio nazionale siriano (Cns), la maggiore piattaforma dell'opposizione basata all'estero e, oggi da Damasco, anche dal principale raggruppamento dell'opposizione interna, il Consiglio del coordinamento nazionale per il cambiamento democratico (Cnc), che ha fatto appello "in particolare alle truppe e alle forze di sicurezza del regime, perche' rispettino il cessate il fuoco e si ritirino".
Oggi, secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh) con sede a Londra e attivisti locali contattati dall'ANSA, le forze governative sono intervenute duramente nelle citta' in cui gli oppositori hanno cercato di tornare in piazza. L'episodio piu' grave e' segnalato ad Aleppo, dove, secondo l'Osdh, quattro civili sono stati uccisi da colpi di arma da fuoco sparati contro un corteo funebre nel quartiere di Izeaa. Sempre secondo l'Osdh, tre persone sono morte sotto i nuovi bombardamenti a Homs, mentre fonti locali hanno detto all'ANSA che due civili, un uomo e una donna, sono stati uccisi dai cecchini che hanno aperto il fuoco a Hama e a Qalaat al Madiqe, altra localita' della stessa provincia, per impedire lo svolgersi di manifestazioni. Venti persone, sottolinea l'Osdh, sono state ferite nelle stesse circostanze a Daraa. L'agenzia ufficiale Sana da' invece notizia dell'uccisione in agguati di "terroristi armati" di cinque uomini delle forze governative: due sulla strada tra Daraa e Sweida, due nella stessa Daraa e uno a Hama. L'agenzia riferisce del rapimento di un colonnello dell'esercito a Hama e di un candidato alle elezioni parlamentari a Al Tah, nella provincia di Idlib.
La Germania ha intanto fatto sapere di avere aperto un'inchiesta su un presunto carico di armi iraniane destinate alla Siria che, secondo il sito di Der Spiegel, era a bordo di una nave tedesca che avrebbe cambiato rotta all'ultimo momento per paura di essere scoperta mentre si dirigeva verso il porto siriano di Tartous.