BEIRUT – I corpi senza vita di 13 civili siriani sono stati riconsegnati oggi nella regione meridionale di Daraa alle loro famiglie con evidenti segni di torture ''inflitte loro dalle forze di sicurezza''. Lo riferisce oggi il sito di monitoraggio Rassd e l'attivista siriano ZaynSyr (pseudonimo), che trasmette su Twitter.
Secondo i testimoni citati dalle fonti, le 13 salme, tutte di residenti di Nassib, villaggio vicino al confine con la Giordania, sono state consegnate oggi ai familiari nell'ospedale pubblico di Daraa. Le fonti affermano che le 13 persone ''sono morte in seguito a torture subite nello scantinato della sede locale della polizia segreta''.
Nei giorni scorsi grande scalpore aveva suscitato la vicenda di Hamza Khatib, tredicenne scomparso il 29 aprile e il cui corpo era stato riconsegnato ai familiari il 25 maggio scorso, con evidenti segni di sevizie e maltrattamenti. Un video amatoriale mostrava il corpo evirato di Khatib e di un altro giovane della regione di Daraa, col collo spezzato.
