
ROMA – “Con il vertice russo-americano si รจ innescato l’unico meccanismo in grado di aprire qualche speranza per la Siria, anche se non possiamo aspettarci una svolta in tempi rapidi. E il de-conflicting sarร forse l’unico risultato immediato dell’incontro tra Barack Obama e Vladimir Putin”.
Lo dice a Repubblica, Gary Sick, professore alla Columbia university. De-conflicting, spiega Sick,”รจ un neologismo che indica la prevenzione della conflittualitร : nel caso specifico significa evitare che, per un errore magari banale, si verifichi uno scontro tra le forze militari russe in Siria e gli aerei del Pentagono, o della Francia, che bombardano l’Isis”.
Su una possibile soluzione della crisi siriana “ci sono – spiega – due novitร importanti: la prima รจ lo sbarco in Siria dei russi, che non vogliono nรฉ un collasso di Bashar al-Assad, nรฉ che lo Stato Islamico conquisti Damasco. La seconda novitร รจ che Washington รจ ora pronta a dialogare anche con Teheran”.
Alla domanda su come trovare un accordo se Obama insiste per mandare via Assad mentre Mosca e Teheran lo vogliono tenere, l’analista replica: “Al di lร delle posizioni pubbliche che appaiono molto rigide, gli Stati Uniti sono oggi piรน flessibili sui tempi dell’abbandono di Assad, anche perchรฉ si rendono conto che, se andasse via oggi, l’esercito siriano collasserebbe e a Damasco arriverebbero i jihadisti dell’Isis, che nessuno vuole”.
”Si punta dunque a un compromesso in nome del realismo”. Non saranno i militari russi a prendere l’offensiva, secondo Sick: “Ne dubito. Sia la Russia che gli iraniani vogliono una soluzione politica che porti alla sconfitta dell’Isis. Certo, a Obama non fa piacere che Putin abbia messo un piede in Siria: ma รจ quello che รจ successo e la Casa Bianca deve fronteggiare la nuova realtร ”.
