BEIRUT, 11 FEB – Secondo fonti di Intelligence americane citate oggi dalla stampa Usa vi sarebbe la branca irachena di al Qaida dietro i due attentati avvenuti a Damasco tra dicembre e gennaio scorsi e forse anche ai due di ieri ad Aleppo. Affermazioni in linea con quelle del regime di Damasco secondo il quale le bombe nella capitale e nella città del nord del Paese sarebbero appunto state fatte scoppiare da terroristi islamici. Mentre fonti dell'opposizione ne addebitano la responsabilità allo stesso regime nell'ambito di una 'strategia della tensione'.
Secondo le fonti, citate dalla catena di quotidiani McClatchy, sarebbe stato Ayman al-Zawahiri, l'egiziano considerato il capo di al Qaida dopo la morte di Osama bin Laden, lo scorso anno, a dare il via libera alle azioni dello Stato islamico in Iraq, la filiazione di al Qaida in questo Paese, desideroso di riaffermare la capacità di colpire dell'organizzazione dopo una serie di rovesci subiti in Iraq e in Pakistan.
"Vedono uno spazio, un vuoto che si apre, una opportunità per tornare all'azione, e ne stanno approfittando", ha affermato una delle fonti intervistate, che hanno voluto mantenere l'anonimato. "Si tratta di puro e semplice opportunismo", ha detto un'altra fonte.
Nel primo attacco avvenuto a Damasco, il 23 dicembre, 44 persone sono morte e altre 160 sono rimaste ferite nell'esplosione di autobombe contro edifici dell'Intelligence. In un secondo analogo attentato, il 6 gennaio, sono rimaste uccise 26 persone e decine di altre ferite. Infine ieri due attentatori suicidi alla guida di auto imbottite di esplosivo si sono fatti saltare contro sedi dei servizi di sicurezza ad Aleppo, uccidendo almeno 28 persone.