WASHINGTON, 13 OTT – ''Loro sono arrabbiati, violenti. Noi invece felici e sorridenti''. Brendan Steinhauser, di Freedomworks, uno dei leader dei Tea Party, boccia senza mezzi termini ogni possibile nesso tra i 'patrioti' antitasse e gli 'indignados' di New York.
Del resto, sin dai primi sit in davanti Wall Street, i media americani hanno provato a paragonare il nuovo movimento a quello di Sarah Palin, definendolo un po' semplicisticamente come il Tea Party ''di sinistra''. E ora, dopo che i cortei di 'Occupy Wall Street' si stanno espandendo a macchia d'olio in tutto il Paese, sono i leader dei 'patrioti' a prendere la parola per respingere con forza ogni possibile analogia.
Sempre Steinhauser, insistendo sul punto della violenza, propone un suggestivo parallelo: ''La nostra tattica, quella dei Tea Party, richiama quella di Martin Luther King, mentre le azioni degli 'indignados' ricordano le marce di Malcom X''.
E dire che anche i 'patrioti' ultraconservatori, all'inizio della loro fortunata vicenda politica, protestavano anche loro contro le grandi corporation, le lobby di Washington, e gli speculatori di Wall Street.
Ora pero' rifiutano ogni legame e accusano i media liberal di tirare la volata alle proteste contro i miliardari dell'Upper West Side: ''La sinistra – attacca Sal Russo del Tea Party Express – sta cercando di creare ad arte una forza da opporre a quella dei Tea Party. Ma e' risibile fare paragoni perche' siamo radicalmente diversi''.
Stesso concetto espresso da Mark Meckler, uno dei fondatori del partito del te: ''Occupy Wall Street forse un giorno potrebbe diventare una forza con qualche peso nella politica americana. Ma certamente non ora''. Come dire, noi rappresentiamo l'America profonda, quella delle periferie sconfinate, loro invece le minoranze liberal metropolitane.