ALGERI, 17 LUG – E' di quattro morti (tra cui i due terroristi) e tredici feriti il bilancio ufficiale dell'attentato suicida compiuto, ieri mattina, in Algeria, contro la caserma della polizia di Bordj Menaïel. I feriti sono sette poliziotti, un elemento della gendarmeria e un civile.
Oltre agli attentatori, nelle esplosioni sono morti un netturbino e un agente della gendarmeria, che si e' immolato per fermare il secondo terrorista che stava per fare esplodere un ordigno tra la folla che si era radunata per portare soccorso ai feriti del primo scoppio e cominciare a rimuovere i detriti.
Sono ora in corso le indagini per chiarire la dinamica del duplice attentato e capire chi lo abbia organizzato. Secondo la ricostruzione ufficiale, alle 6:15, nella strada dove ha sede la caserma, e' arrivata una Toyota il cui conducente ha cercato di avvicinarsi al posto di polizia, ma, vistasi la strada sbarrata dai blocchi di cemento collocati, per motivi di sicurezza, intorno al palazzo, si e' fatto saltare in aria a circa 100 metri dal suo obiettivo.
Quando davanti al commissariato si e' creata una piccola folla – qualche centinaia di persone – e' entrato un azione il secondo attentatore, quello che avrebbe dovuto fare piu' vittime con il suo ordigno, caricato a bordo di una moto. Ma l'uomo e' stato individuato da un agente che lo ha fermato, restando pero' ucciso per il suo atto d'eroismo.
Gli investigatori stanno cercando di accertare la provenienza dell'esplosivo di cui gli attentatori suicidi erano imbottiti e che hanno fatto scoppiare senza esitazione. Al momento, secondo el Watan, e' stato identificato solo l'attentatore che ha usato la motocicletta. Si tratta di un giovane di 23 anni, originario Ouled Ziane, nella municipalita' di Legata. Per effetto dell'esplosione, e' rimasto decapitato e la sua testa e' stata trovata sul tetto di una casa, a molti metri di distanza dal punto dello scoppio.