Thailandia: bombe nel sud musulmano: morti

BANGKOK, 16 SET – Almeno quattro persone sono morte oggi in due diversi attacchi nell'estremo sud della Thailandia a maggioranza musulmana, dove dal 2004 è in corso una guerriglia separatista, confermando l'intensificarsi delle violenze nelle ultime settimane a dispetto del massiccio impegno militare di Bangkok.

Tre diversi ordigni – un'autobomba e due motobomba – sono esplosi nel giro di tre quarti d'ora a Sungai Kolok (provincia di Narathiwat), una cittadina al confine con la Malaysia considerata uno snodo del contrabbando e un centro per la prostituzione. Le esplosioni hanno causato almeno due morti e una quarantina di feriti, ma altre testimonianze parlano di quattro vittime.

Poche ore prima, nella vicina provincia di Yala, due uomini sono stati uccisi da colpi di arma da fuoco all'interno di una moschea.

Le violenze nella regione hanno causato oltre 4.800 morti in sette anni: per lo più buddisti – maggioritari in Thailandia ma non nelle tre province di Narathiwat, Yala e Pattani – e musulmani uccisi per rappresaglia o in quanto collaboratori delle autorità.

Secondo gli analisti, parte degli omicidi sono legati al controllo del narcotraffico.

L'ex sultanato di Pattani godeva di uno status semi-indipendente fino a inizio Novecento, quando fu incorporato dall'allora Siam e suddiviso nelle tre province, i cui abitanti appartengono in maggioranza all'etnia Malay.

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Maria Elena Perrero