NEW YORK, STATI UNITI – Resti umani potrebbero essere sepolti nel fango dell’Alantico del Nord dove il Titanic diretto a New York è affondato 100 anni fa, il 14 aprile del 1912, secondo un funzionario federale americano che ha reso pubblica per la prima volta, in occasione del centenario del disastro, una fotografia scattata nel 2004 che mostra un soprabito e stivali in vicinanza del relitto, a quanto riferisce The Huffington Post.
Il funzionario, James Delgado, direttore del patrimonio marittimo alla National Oceanic and Atmosphere Administration (NOAA), ha dichiarato all’Associated Press: ”Gli stivali che si vedono nella foto non sono allineati uno accanto all’altro come se fossero caduti da una valigia. Il modo in cui sono posizionati indica in maniera inoppugnabile che si trovano nel luogo dove qualcuno ha perso la vita”.
La foto ed altre due che anch’esse mostrano stivali, sono state scattate durante una spedizione organizzata nel 2004 dalla NOAA e dall’archeologo subacqueo americano Robert Ballard che scoprì il relitto del Titanic nel 1985. Il regista James Cameron, che ha visitato il relitto 33 volte ha dichiarato di non aver visto ”alcun resto umano” durante le sue esplorazioni. ”Abbiamo visto paia di scarpe, indicanti che in quei punti un tempo c’erano corpi. Ma nessun resto umano”.
Di parere del tutto diverso è Delgado, che ha guidato una spedizione nel 2010, il quale, riferendosi a quanto mostra la foto finora indedita, sostiene che ”come archeologo sono convinto che nel punto dove si scorgono il soprabito e gli stivali vi sono resti umani conservati nel tempo perchè ricoperti dal fango”. E ha aggiunto: ”Sepolti in quel sedimento ci sono molto probabilmente i resti forensi di una persona”.
C’è stata una lunga battaglia per proteggere il Titanic da quando Ballard lo ha scoperto nel 1985. Il Congresso degli Stati Uniti ha approvato una legge intesa a dare vita ad un accordo internazionale con lo scopo di trasformare il relitto in un memoriale marittimo internazionale. Lo scorso 1 aprile il senatore John Kerry a presentato un disegno di legge inteso a proteggere il luogo da ”ricerche e recuperi invasivi”.
Ma il relitto del transatlantico si trova sul fondo di acque internazionali, il che limita le iniziative che il governo americano potrebbe prendere. Per avere mano libera nella salvaguardia del relitto, afferma Delgado, occorerebbe un trattato internazionale negoziato da Gran Bretagna, Canada, Francia e Stati Uniti.