NEW YORK, 27 giu – L'Estonia e la Bielorussia sono state inseriti in una delle liste nere, che gli Usa stilano ogni anno, dei Paesi da sorvegliare dal punto di vista del traffico degli esseri umani, perche' sono in crescita i fenomeni della prostituzione forzata e del lavoro coatto.
E' questa una delle novita' di quest'anno del documento pubblicato ogni anno dal Dipartimento di Stato Usa, che ha preso in considerazione, per il 2010, la situazione in 184 paesi.
Come negli anni precedenti, l'Italia (come anche la maggior parte dei paesi dell'Ue) e' stata promossa, perche' rispetta appieno gli standard minimi per l'eliminazione del traffico degli esseri umani e combatte il fenomeno con efficienza. Tra le cose da migliorare nel nostro paese, il Dipartimento di Stato cita la mancanza di procedure nazionali per l'identificazione delle vittime attraverso il Paese di provenienza.
I Paesi che non hanno raggiunto l'anno scorso il livello minimo di protezione contro il traffico e che non fanno sforzi significativi per raggiungerlo sono 23 in tutto: sette arabi o islamici (Algeria, Arabia Saudita, Iran, Kuwait, Libano, Libia, Yemen); nove dell'Africa nera (Repubblica Centraficana, Eritrea, Guinea-Bissau, Guinea equatoriale, Madagascar, Mauritania, Congo, Sudan, Zimbabwe); tre dell'Asia (Birmania, Corea del Nord e Turkmenistan); due dell'America Latina (Cuba e Venezuela), due dell'Oceania (Micronesia, Papuasia Nuova Guinea). I paesi dell'Ue sotto sorveglianza sono, oltre all'Estonia e alla Bielorussia, Cipro e Malta che gia' figuravano nella lista l'anno scorso.
