E’ tornato in Olanda il piccolo Ruben, il bambino di nove anni unico sopravvissuto allo schianto dell’aereo a Tripoli nel quale ha perso i genitori e il fratello.
Il bambino è arrivato su un’eliambulanza messa a disposizione dalle autorità libiche, accompagnato dagli zii materni e dal medico libico che lo ha in cura da quando è stato estratto dalle lamiere dell’Airbus dell’Afriquayiah precipitato in fase di atterraggio.
Il volo speciale è arrivato all’aeroporto di Eindhoven, nel sud dell’Olanda, e il piccolo paziente è stata immediatamente sbarcato e portato via da una ambulanza con i vetri oscurati verso un ospedale, in una località che le autorità e la famiglia hanno deciso di tenere riservata.
Sono stati proprio i famigliari di Ruben nei giorni scorsi a chiedere riservatezza data la delicatezza della situazione. Fino a ieri il bambino, che soffre di amnesia in seguito all’incidente, non sapeva di avere perso la sua famiglia. Tuttora Ruben dice di non ricordare nulla dell’incidente.
A casa lo attendono decine di messaggi di condoglianze e di sostegno inviate da sconosciuti internauti al blog tenuto dal padre per raccontare le due settimane di safari vissute in Sudafrica.
“Mi chiamo Ruben e sono olandese” ha detto il bambino, spiegando anche di star bene “anche se mi fanno molto male le gambe». «Sono in ospedale ma non so perchè – ha aggiunto il ragazzo – non so altro, voglio solo ritornare a casa»
Lo attendono a Tilburg anche i compagni di scuola e gli insegnanti, che ieri pomeriggio si sono riuniti con i genitori. Un incontro, ha detto il preside dell’istituto, molto intenso. Nel frattempo il team di venti esperti olandesi è arrivato a Tripoli per unirsi ai colleghi libici nel difficile lavoro di identificazione delle 103 vittime, che si prevede possa durare settimane.
