Riprese e mise online il rapporto gay dell’amico: rischia 10 anni

NEW YORK –  Potrebbe scontare fino a dieci anni di prigione il ventenne indiano che due anni fa riprese con una webcam e poi mise online i filmati di due incontri omosessuali dello studente diciottenne con cui condivideva la stanza. Un comportamento che portò  Tyler Clementi, il compagno di stanza di Dharun Ravi, a suicidarsi lanciandosi nel fiume Hudson dal Washington Bridge che collega il New Jersey a Manhattan.

Il caso suscitò un forte sdegno negli Stati Uniti. Ma giuridicamente non era possibile accusare Ravi di aver ucciso Clementi. Il giovane indiano, che avrebbe non solo filmato l’incontro omosessuale ma anche invitato con diversi tweet altri compagni a vedere il video, è stato incriminato con 15 capi d’imputazione. A rendere possibile una così ampia serie di incriminazione è stata la legge che punisce gli “hate crimes”, cioè i crimini d’odio basati sulla discriminazione, sia essa razziale, religiosa, etnica o di orientamento sessuale.

Il 17 marzo la giuria popolare di New Brunswick ha giudicato Ravi colpevole di tutti e 15 i capi d’imputazione. Per questo la sua condanna, che arriverà a maggio, potrebbe superare i dieci anni di detenzione.

Per i magistrati dell’accusa la condanna servirà da “monito contro gli atti di bullismo e intolleranza”, anche quando vengono commessi dietro un paravento elettronico. Le associazioni per i diritti degli omosessuali hanno accolto positivamente la sentenza, pur evitando di ostentare la loro soddisfazione.

 

 

 

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Maria Elena Perrero