Uccidere per professione? “Non così difficile”: parola di un boia cinese

PECHINO – Un boia cinese ha dichiarato, in una rarissima intervista pubblicata dal giornale Beijing Evening News, che il suo lavoro non e’ ”difficile” come potrebbe sembrare.

L’uomo, che il giornale identificata come Hu Xiao, ”un veterano della polizia giudiziaria”, racconta che tutti gli addetti alle esecuzioni usano dei fucili. ”Ci mettiamo a quattro metri dal prigioniero condannato, con fucili la cui canna e’ lunga un metro, prendiamo la mira e spariamo, e questo e’ quanto”, afferma il boia, che non appare provare alcuna emozione nel fare il suo ”lavoro”.

Hu aggiunge che la maggior parte dei condannati sono talmente terrorizzati che cadono a terra semisvenuti. ”Solo uno, che era un ex-militare non sembrava spaventato e si e’ messo a correre, così’ abbiamo dovuto sparare a un bersaglio mobile”, racconta. Il boia sostiene che i condannati ”si meritano quello che ricevono a causa dei loro crimini”.

In Cina il numero delle condanne e delle esecuzioni capitali e’ considerato un segreto di Stato. Secondo i gruppi umanitari internazionali le esecuzioni sono ”migliaia” ogni anno.

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