Un portavoce del gruppo Boko Haram: "Erano in corso negoziati con le famiglie"

NOUAKCHOTT – ''Trattative'' erano in corso per liberare gli ostaggi italiano e britannico uccisi in Nigeria nel corso di un blitz delle teste di cuoio del Regno Unito. Lo ha affermato un portavoce ''del gruppo Boko Haram'' citato dall'Agenzia Nouakchott Information (Ani).

''I rapitori – secondo il portavoce – sono riusciti ad aprire un canale con la famiglia del britannico con la quale sono state intraprese trattative basate sul pagamento di un riscatto di 5 milioni di euro e sulla liberazione di alcuni detenuti nella regione''. La famiglia dell'ostaggio italiano, ha spiegato ancora l'uomo di cui non si conosce l'identita', ''e' entrata in gioco'' partecipando anch'essa al negoziato.

Dopo aver ottenuto una prova che gli ostaggi erano vivi e che gli interlocutori erano davvero i rapitori, ''i negoziati sono proseguiti'' con le famiglie italiana e britannica. Sempre secondo il portavoce, i rapitori hanno dato ''prova di flessibilita': hanno accettato di includere l'italiano nell'accordo senza richieste supplementari e hanno rinunciato alla richiesta di rilascio di detenuti islamici nella regione''.

''Alla fine e' stato trovato un accordo – ha aggiunto – in base al quale le famiglie dovevano pagare un riscatto di 1,2 milioni di euro (senza l'intervento dei governi). Una piccola parte del riscatto e' stato versato qualche giorno fa e la quota restante doveva essere versata''.

Gli ostaggi avrebbero dovuto essere consegnati a intermediari: un certo ''signor Begin'' e l'oppositore mauritano Mustapha Ould Limam Chafi, inluente personaggio dell'Africa occidentale gia' coinvolto in negoziati per la liberazione di ostaggi sequestrati da al Qaida per il Maghreb islamico (Aqmi).

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Daniela Lauria