
USA, NEW YORK – Parola d’ordine risparmiare. Dalle matite ai viaggi, dalle telefonate ai biglietti da visita. La campagna di Hillary Clinton per la conquista della Casa Bianca e’ all’insegna dell’austerity. Scottata dal 2008, quando accumulo’ decine di milioni di dollari di debiti, Hillary ha imparito ordini ferrei: tagliare su tutto e non sprecare neanche un centesimo.
L’obiettivo, oltre a non indebitarsi, e’ mostrare un volto nuovo piu’ vicino agli americani, ma anche convincere potenziali finanziatori della campagna, molti dei quali memori delle spese folli di Hillary nel 2008, mostrano scetticismo. Allora infatti dopo un avvio di spese in grande ma con risultati deludenti, la campagna di Hillary iniziò a ritardare i pagamenti, guadagnandosi una pessima reputazione.
Episodi che i finanziatori democratici ricordano ancora e sulla base dei quali preferirebbero che Hillary impegnasse anche un parte della sua fortuna personale nella campagna.
Una stretta alla spese confermata anche dalla creazione di un premio ad hoc: chi all’interno dello staff risparmiera’ di piu’ ricevera’ un riconoscimento mensile. E una stretta che arriva mentre è atteso un boom di donazioni per Hillary, fino a 2,5 miliardi di dollari nell’arco della campagna elettorale. Ma e’ sempre sui fondi, quelli alla fondazione Clinton, che non si placano le polemiche.
Ad attaccare questa volta e’ Mitt Romney. L’ex candidato alla Casa Bianca non usa mezzi termini: parla di mazzette e di corruzione con le donazioni arrivate dall’estero alla fondazione mentre Hillary Clinton era segretario di Stato. Fondi che – secondo Romney – hanno in qualche modo condizionato l’operato di Hillary. Nel quartier generale di Hillary a Brooklyn l’aria di austerity si respira.
Non ci sono telefoni ma solo computer che consentono telefonate gratuite. A nessuno vengono distribuiti biglietti da visita: la campagna e’ per Hillary non per promozione dello staff. I viaggi vanno ridotti: meglio il pullman che il treno, l’aereo solo in circostanze speciali. Si risparmia anche sugli alberghi, preferendo le case dei sostenitori della campagna elettorale, e sui party. Addio quindi a festeggiamenti come quelli nello Iowa nel 2008, quando Hillary arrivo’ terza e quindi senza molto da festeggiare, ma organizzò nondimeno una festa da 100.000 dollari.
