Alcuni nel proprio testamento ‘reale’ indicano come andra’ gestita la loro eredita’ digitale fra account Facebook, Twitter, blog e foto archiviate in iCloud. Da qui il boom di servizi e programmi per aiutare a prepararsi a quello che accadra’ dopo ‘l’ultimo log in’. Google ha avviato il programma Inactive Account Manager, che consente a chi usa i servizi del motore di ricerca di decidere esattamente cosa fare con i dati e le foto depositati nei ‘magazzini’ virtuali di Google. E offre varie alternative: dalla possibilita’ di tramandare tutto a eredi selezionati a quella di cancellare tutto.
Altre societa’ hanno introdotto cassette di sicurezza virtuali che possono essere aperte da beneficiari espressamente indicati. ”Gli asset digitali hanno un valore, in alcuni casi sentimentale in altri commerciale. Sono come una scatola di gioielli. E potrebbero esserci problemi legali ed emotivi per chi resta nella loro gestione” afferma John Riccione, avvocato presso lo studio Aronberg Goldhehn Davis & Garmisa.
”E’ necessario valutare con attenzione il futuro dei propri beni digitali. Bisognerebbe stilare una lista dei propri account, con le username e le password che, non vanno comunque inserite nel testamento scritto perche’ questo diventa pubblico una volta che si e’ morti” avverte Naomi Cahn, professoressa di legge presso la Law School della George Washington University.