Usa, il contabile dell’arcidiocesi di New York ruba un milione di dollari

NEW YORK – Ha rubato un milione di dollari all'arcidiocesi di New York, dove lavorava come contabile, quindi ha usato il bottino per pagarsi acquisti di lusso nelle boutique di Manhattan: e' l'accusa per cui e' finita in manette Anita Collins, sessantasettenne del Bronx.

Si spacciava per una donna devota e riservata che andava in chiesa tutti i giorni, ora invece dovra' rispondere di furto aggravato e contraffazione di documenti, e rischia fino a venticinque anni di carcere. La donna aveva organizzato la sua sofisticata truffa nel 2003, iniziando ad attribuire spese inesistenti all'arcidiocesi e versandole in realta' sui suoi conti corrente.

Il viceprocuratore distrettuale Amy Justiniano ha dichiarato al quotidiano Daily News che la Collins ha acquistato oggetti di lusso nei piu' famosi negozi newyorkesi tra cui 18.000 dollari spesi da Bloomingdales, 23.000 dollari da Barney's e 14.000 da Brooks Brothers. In sette anni ha incassato oltre 468 assegni, tutti di importo inferiore ai 2.500 dollari, poiche' entro quella cifra non era necessaria l'approvazione di un superiore.

La donna peraltro non e' una novellina delle truffe. Nel 1986 e' stata arrestata per contraffazione e furto aggravato, ma in quel caso se l'era cavata con tre anni di liberta' vigilata. Quindi, nel giugno del 1999, e' stata nuovamente dichiarata colpevole per aver rubato 46.000 dollari all'agenzia per cui lavorava e condannata ad altri cinque anni di liberta' vigilata e oltre cento ore di servizio per la comunita'.

Oggi pero' la Collins rischia grosso, e peraltro la scoperta arriva in un momento di crisi dell'arcidiocesi, che si trova in gravi difficolta' finanziarie e ha lanciato un appello per quindici milioni di dollari di donazioni.

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Maria Elena Perrero