NEW YORK – Nuovi seri guai in vista per Clarence Thomas, uno dei nove giudici della Corte Suprema, l'unico nero del Tribunale dei Tribunali, oltre ad essere cattolico, repubblicano e ultra-conservatore.
Nel 1991, l'iter della sua nomina fu travagliato e duramente contestato, dopo gravi accuse di molestie sessuali nei confronti di una sua ex collaboratrice, Anita Hall. Oggi, esattamente 20 anni dopo, Thomas rischia di finire di nuovo nei guai per motivi etici in seguito alla sua chiacchierata amicizia con un miliardario delle costruzioni, il texano Harlan Crow, grande finanziatore delle cause conservatrici.
Secondo il New York Times, Crow avrebbe fatto nel corso degli anni molti, troppi, favori al giudice e alla moglie Virginia. Da tempo, infatti, c'erano voci di atti di particolare generosita' da parte di questo 'palazzinaro' nei confronti delle attivita' a cui si interessava la famiglia di Thomas. Ora pero' e' emersa la goccia che ha fatto traboccare il vaso: Crow, secondo il Nyt, ha finanziato un megaprogetto miliardario a favore della difesa della conserva del pesce a Pin Point, in Georgia, poco lontano da Savannah, la citta' natale di Thomas.
In particolare, questo miliardario viene accusato di aver finanziato con tantissimi soldi la costruzione di un museo legato a questo settore. Un po' troppo per far contento un giudice. Di fatto, sottolinea il quotidiano, non esiste un codice etico preciso per le attivita' extragiudiziali per il club dei Nove, tanti sono i potentissimi componenti della Corte Suprema americana. Tuttavia, come scrive il Nyt, tra loro esiste il tacito accordo nel rispettare quanto prevede il codice che si applica ai normali giudici federali. E secondo queste regole, nessun giudice ''dovrebbe partecipare personalmente'' a iniziative di raccolte di denaro a fini di beneficenza, in modo da non spingere involontariamente altri a fare lo stesso pur di mostrare la propria benevolenza.
Lo scandalo Anita Hall esplose alla fine del lungo processo senatoriale di via libera alla nomina di Thomas da parte del presidente degli Stati Uniti George W. Bush.
Un documento riservato dell'Fbi fini' alla radio pubblica Npr: la Hill, un avvocato che aveva lavorato per Thomas al Dipartimento dell'Istruzione, lo accuso' di molestie sessuali, e confermo' poi le accuse davanti alla commissione senatoriale.
Thomas alla fin fine ce la fece, ottenendo il via libera del Senato a strettissima maggioranza, 52 contro 48. Una maggioranza cosi' risicata non si vedeva pero' da oltre un secolo.
