Usa. Critica le figlie di Obama, si dimette portavoce deputato

Elizabeth Lauten

USA, WASHINGTON – Vivono in una “bolla” fatta di estrema visibilità e misure di sicurezza, seguite a ogni pie’ sospinto dagli “angeli custodi” del Secret Service. E poi arriva una che le critica perche’ si vestono “come per andare al bar”. Giù le mani dalle “First Daughter”.

Aver rimproverato le figlie del presidente Barack Obama alla cerimonia di “liberazione” del tacchino di Thanksgiving e’ costato il posto all’assistente di un deputato repubblicano che si era permessa di farlo sui social network.

Elizabeth Lauten, la portavoce del deputato del Tennessee Stephen Fincher, si e’ dimessa dal suo incarico dopo che i suoi commenti su Facebook avevano provocato una bufera di polemiche e irritazione nella stessa Casa Bianca.

Sasha e Malia, 13 e 16 anni, sono cresciute dentro i cancelli di 1600 Pennsylvania Avenue, viaggiano con la scorta quando vanno a scuola o vedono gli amici facendo, per quanto possibile la vita delle loro coetanee.

Ma inevitabilmente, essere “First Daughter” le ha messe sotto i riflettori tant’e’ che proprio alla cerimonia del tacchino un video con le loro boccacce mentre il padre “graziava” il pennuto che tradizionalmente finisce in tavola per la festa del Ringraziamento ha spopolato sul web e click di YouTube.

La Lauten aveva trovato da ridire sulle loro minigonne: “Siete parte della ‘First Family’, provate a mostrare un po’ di classe. Almeno rispetto per il ruolo che svolgete”, le aveva esortate la portavoce, che poi, dopo le critiche, si era affrettata a fare mea culpa.

“Ho giudicato affrettatamente le due ragazze in un modo in cui non avrei mai voluto essere giudicata quando ero una teenager”, e “dopo molte ore di preghiera e discussioni con i miei genitori… voglio scusarmi con tutti coloro che ho ferito e offeso con le mie parole”. Poi l’annuncio delle dimissioni riportate, senza ulteriori commenti, da Jessica Carter, la capo di gabinetto del parlamentare. La stampa americana parla raramente delle figlie del capo della Casa Bianca e le critiche nei loro confronti sono storicamente considerate un tabu’.

Un accordo non scritto regola il comportamento dei media: parlare dei figli (e delle figlie) dei presidenti il meno possibile finche’ sono minorenni. Ma questo non ha impedito, all’epoca dei Clinton, di criticare l’adolescente Chelsea come un “brutto anatroccolo”, mentre le due gemelle di George W. Bush, l’indisciplinata Barbara e la sorella Jenna, se l’erano cercata quando nel maggio 2001 furono beccate a comprare alcolici pur non avendo ancora l’etàin cui e’ lecito: 21 anni. .

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lgermini