
USA, WASHINGTON – Oltre all’Iran, nell’agenda di Barack Obama c’รจ un altro appuntamento storico alle porte: un possibile, secondo alcune fonti probabile, primo incontro con il presidente cubano Raul Castro nel corso del Vertice delle Americhe, in calendario a Panama dal 10 all’11 aprile. Una “interazione”, quella fra i due, che potrebbe aumentare le chance di Obama di passare alla storia come l’uomo del grande disgelo fra Washington e L’Avana.
Mentre tesse la tela per coagulare il consenso sull’accordo con l’Iran, il presidente non perde di vista l’altra svolta storica impressa dalla sua amministrazione, quella dell’apertura a Cuba. Nonostante l’allontanarsi dell’obiettivo sperato di aprire un’ambasciata all’Avana prima del 10 aprile, la Casa Bianca continua a lavorare per consentire il raggiungimento un nuovo successo diplomatico di Obama, facendo crollare un altro muro multidecennale per reclamare cosรฌ quella leadership sullo scacchiere internazionale che molto spesso gli รจ stata e gli viene negata.
La svolta con Cuba รจ arrivata a dicembre, aprendo il rush finale per il presidente americano al suo secondo e ultimo mandato alla Casa Bianca. Ammettendo che l’embargo non ha funzionato, Obama ha aperto la strada del dialogo. “Todos somos americanos” ha detto il 17 dicembre annunciando l’avvio delle trattative con Cuba, isola ora in ‘fermento’ anche dal punto di vista economico.
L’apertura americana, infatti, si traduce in crescita e nello sbarco di aziende e attivitร Usa. Ultimo in ordine cronologico quello di Airbnb, il servizio per la condivisione di abitazioni: tra alcuni giorni i turisti americani potranno usare la piattaforma per cercare alloggio nell’isola. Il mercato immobiliare e’ quello in maggiore movimento con la svolta di Washington. Ma le abitazioni che gli stranieri possono legalmente acquistare sono poche. E quando l’offerta e’ bassa i prezzi volano, con attici a l’Avana che arrivano a costare oltre un milione di dollari, una cifra elevata “per un paese comunista, dove i salari medi sono di 20 dollari al mese” riferisce il Wall Street Journal.
Il Vertice oltre a segnare il ritorno di Cuba a questo tipo di riunioni dal lontano 1961, costituisce una nuova tappa del riavvicinamento fra l’Avana e Washington. Ma la crisi politica innescata dalle sanzioni imposte dagli Usa a 7 dirigenti venezuelani – accusati di violazioni di diritti umani nella repressione delle proteste antichaviste – rischia di ostacolare la dinamica.
E’ la tesi di Carlos Alzugaray – influente ex diplomatico ed accademico cubano – sul sito governativo Cubadebate, ricostruendo la storia dei problematici rapporti bilaterali fra Cuba e Usa dall’ottobre del 1961, quando Ernesto Che Guevara partecipรฒ in un vertice dell’Organizzazione degli Stati Americani (Osa) a Punta del Este (Uruguay) e incontrรฒ in segreto Richard Goodwin, consigliere di John Kennedy per l’America Latina.
Secondo l’analista cubano, l’executive order emesso da Obama il 9 marzo – che definisce il Venezuela un pericolo per la sicurezza nazionale americana – costituisce “un grave errore”, che ha accentuato l’isolamento regionale di Washington e un ostacolo nei rapporti con Cuba.
