CUBA, L’AVANA – Centinaia di cubani sono accorsi venerdi dalle prime ore della mattina davanti all’ambasciata americana all’Avana, sul lungo mare del Malecon, per assistere alla cerimonia dell’alzabandiera a stelle e strisce nella sede diplomatica.
Anche se i media ufficiali – gli unici che esistono sull’isola – hanno offero una copertura in diretta della visita del Segretario di Stato John Kerry, giunto venerdi all’Havana, prima visita di un capo della diplomazia Usa dal 1945, molti abitanti dell’Avana hanno voluto comunque assistere in persona all’avvenimento.
“Questo è un momento storico: voglio poter raccontare ai miei nipoti che c’ero anch’io”, dice Arturo, tassista della capitale arrivato all’alba davanti all’ambasciata, con le bandiere di Cuba e Stati Uniti ben in vista sul suo parabrezza.
Gli Stati Uniti e Cuba “non sono più nemici o rivali, ma vicini”, ha dichiarato il segretario di Stato, giunto all’Avana venerdi, sottolineando che l’avvio di normali relazioni diplomatiche “non è un favore fatto da un Paese a un altro. Normali relazioni rendono più facile parlarsi. E il parlarsi fa sì che possiamo capirci meglio”.
Kerry ha anche premuto su Cuba affinchè onori gli obblighi sui diritti umani. Lo ha detto alla cerimonia dell’alza bandiera per la riapertura dell’ambasciata. “I cubani devono modellare il loro futuro, ma sono meglio serviti da una genuina democrazia”, ha detto.
Il segretario di Stato ha poi ringraziato papa Francesco per il suo importante contributo all’apertura di un nuovo capitolo nelle relazioni fra Cuba e Stati Uniti.