Usa. Da nuovo Snowden segreti sui droni, civili nel mirino

Il sito di Intercept

USA, WASHINGTON – Un lungo dossier pubblicato da ‘The intercept’ svela i segreti del programma droni degli Usa grazie alle rivelazioni di una fonte dell’intelligence. L’inchiesta in 8 parti s’intitola ‘The drone Papers’ e svela i meccanismi con cui il Pentagono procede agli attacchi con i droni.

La fonte ha voluto parlare “perche’ i cittadini hanno il diritto di conoscere il processo con il quale si decide che qualcuno deve morire”. Nella lista dei terroristi da eliminare con i droni finiscono pero’ anche i civili, rivela l’inchiesta.

“Questa scandalosa ‘watchlist’ dove le persone vengono monitorate, catalogate con numeri, a cui viene data una sentenza di morte a loro insaputa e su scala mondiale, mi e’ sembrata fin dall’inizio sbagliata”, ha raccontato la fonte a Jeremy Scahill e a agli altri giornalisti investigativi di ‘The Intercept’. Diapositive fornite al sito rivelano in modo dettagliato il programma drone degli Usa in Afghanistan, Yemen e Somalia, dal 2011 al 2013.

Durante quegli anni, in un periodo di cinque mesi, il 90 per cento di coloro uccisi dai droni non erano gli obiettivi indicati, svelano i documenti del nuovo Snowden. ‘The Intercept’ scrive che il “Pentagono, la Casa Bianca e il comando delle Forze Speciali non hanno voluto commentare” sul dossier e ha citato un portavoce del dipartimento della Difesa il quale afferma che “non commentiamo sui dettagli di rapporti secretati”.

Lo stesso sito scrive che l’inchiesta “ha lo scopo di servire come un esame pubblico dei metodi e dei risultati del programma di assassinio dell’America. L’opinione pubblica ha il diritto di vedere questi documenti non solo per impegnarsi in un dibattito informato sul futuro delle guerre Usa, sia palesi che occulte, ma per comprendere le circostanze in base alle quali il governo americano si arroga il diritto di condannare a morte individui senza fare controlli e il contrappeso consolidato degli arresti, processi e appelli”.

In un documento dei ‘Drone Papers’, il sito riferisce di aver visionato uno studio del Pentagono per valutare le tecnologie di intelligence e di sorveglianza che dettagliavano il processo di approvazione per gli attacchi dei droni che Obama, in media, approvava in meno di 60 giorni. Nell’illustrare la catena delle approvazioni non si fa menzione di una eventuale opzione per la cattura di sospetti invece di ucciderli.

Per piu’ di un anno, ci sono stati sospetti su una “seconda fonte”, oltre alla talpa del Datagate, Edward Snowden, che ha fornito informazioni a ‘The Intercept’. Ma non e’ chiaro se questa persona sia la stessa che ha rivelato il programma sui droni.

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lgermini