Usa. Obitorio militare dell’orrore dove si perdono parti corporali

La salma di un soldato arriva alla base aerea di Dover

WASHINGTON, STATI UNITI – Tre alti ufficiali alla base aerea di Dover, nel Delaware, dove si trova l’obitorio in cui vengono temporaneamente riposti i corpi dei soldati americani morti in guerra, sapevano che erano state ”smarrite” parti corporali di due soldati uccisi in Afghanistan, ma non hanno fatto nulla per evitare che episodi analoghi si ripetessero, secondo quanto ha accertato un’indagine dell’Office of Special Counsel dell’Air Force.

Durata 18 mesi, l’indagine ha concluso che gli ufficiali ha gestito in maniera ”repellente” l’obitorio di Dover, il più grande degli Stati Uniti con una attività sempre più febbrile per via dell’arrivo di migliaia di corpi di combattenti, uomini e donne, in Iraq e Afghanistan. Nel suo rapporto l’Office of Special Counsel, che si occupa di indagare su reclami e rimostranze all’interno del governo federale, riferisce le testimonianze di tre civili impiegati dell’obitorio, tecnici o imbalsamatori, secondo cui parti corporali sono andate perdute 14 volte. In una circostanza il braccio di un marine morto è stato amputato senza prima consultare la famiglia. I tre ufficiali sono stati sottoposti a provvedimenti disciplinari, ma non espulsi dall’Air Force.

Il trattamento dei caduti in guerra è una questione profondamente emotiva per le forze armate americane, che in anni recenti ha cercato di trattare i resti dei morti in battaglia con estema cura. L’obitorio di Dover in particolare era considerato una sorta di luogo consacrato visitato da presidenti, centinaia di funzionari governativi e migliaia di famigliari delle vittime, tanto che il Pentagono ha permesso che le cerimonie funebri all’aperto, dopo l’arrivo delle bare aviotrasportate, potessero essere fotografate affinchè tutto il Paese potesse vederle. Ma l’indagine dell’Air Force fornisce un inquietante quadro di quello che accadeva all’interno dell’obitorio, specialmente per quanto riguarda la perdita di parti corporali.

L’indagine non è riuscita ad accertare cosa è successo a quelle parti, ma ritiene possibile che siano finite in contenitori con le parti di altri soldati o cremate. L’Office of Special Counsel ha in particolar modo puntato il dito contro la gestione dell’obitorio dei resti di un marine ucciso da una bomba in Afghanistan nel gennaio del 2010. La famiglia del marine aveva chiesto di vedere il suo corpo con indosso l’uniforme, ma la bomba aveva provocato il blocco del braccio sinistro in posizione verticale senza che ci fosse la possibilità di smuoverlo.

Gli addetti all’obitorio non potevano quindi nè vestire il marine con la sua uniforme, nè far entrare il corpo nella bara. Uno dei tre alti ufficiali, Quinton Keel, direttore dell’obitorio, senza informare la famiglia, ha quindi incaricato gli addetti di amputare il braccio del marine in maniera che potesse entrare nella sua uniforme. Il braccio è stato poi nascosto all’interno dei pantaloni.

Published by
lgermini