NEW YORK – La Lockheed Martin, il principale
fornitore di armi degli Stati Uniti, ha subito nei giorni scorsi
un breve e intenso attacco informatico, ma grazie ai tempi di
reazioni rapidi degli ingegneri del colosso della Difesa, non ci
sono stati danni di rilievo.
L'attacco, verificatosi la scorsa settimana, e' stato
definito ''significativo'', ma non e' chiaro se si sia trattato
di un hacker al servizio di una potenza o di un movimento
nemico, o se si tratta dell'ennesimo caso di spionaggio
industriale-militare.
Una portavoce della Lockheed, Jennifer Whitlow, ha tenuto a
precisare che il sistema dell'azienda ''rimane sicuro'' e che
''nessun dato è stato compromesso'', mentre il Pentagono giudica
che l'impatto dell'attacco informatico alla Lockheed e' stato
''minimo'' e senza particolari conseguenze.
Annunciando di essere stato vittima del grosso attacco
informatico, la Lockheed Martin sostiene di averlo respinto
senza avere subito danni, il 21 maggio.
Secondo quando segnalato dal gruppo stesso, l'attacco,
massiccio e ripetuto, e' stato ''quasi immediatamente''
identificato ed e' stata avviata ''una azione decisa'' per
proteggere sia il sistema sia i dati.
La Lockheed Martin e' uno dei maggiori gruppi industriali
mondiali che opera nel settore della Difesa. Ha circa 126 mila
dipendenti e un fatturato di oltre 45 miliardi di dollari, i tre
quarti del quale riguarda contratti militari.
Il gruppo di Bethesda in Maryland, alle porte di Washington,
produce tra l'altro i missili Trident, gli aerei-spia P-3 Orion,
oltre agli aerei da combattimento F-16 e F-22 Raptor, e quelli
da trasporti C-130.
La Lockheed e' anche molto attiva nello spazio: la Nasa,
l'agenzia spaziale americana, ha scelto il gruppo del Maryland e
la sua capsula Orion per costruire il futuro vascello che
portera' gli astronauti a stelle e strisce verso le galassie
piu' lontane, nei prossimi decenni.
Nonostante le parole ufficiali, l'attacco ha preoccupato
l'Amministrazione Usa, consapevole che gli hacker sono sempre
piu' numerosi e spregiudicati. Lo ammette implicitamente il
Dipartimento della Sicurezza Interna Usa, spiegando che insieme
con il Pentagono sta lavorando per mettere a punto
raccomandazioni per il futuro, traendo insegnamento proprio da
incidenti come quello del 21 maggio.
